Fiducia entro mercoledì: governo, ultima barricata

Pubblicato il 6 Settembre 2011 16:46 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2011 17:31
Berlusconi Tremonti Bossi

foto Lapresse

Avevano detto che stavolta no, ma anche stavolta non ne hanno potuto fare a meno: il governo ha deciso per la fiducia del Parlamento sulla manovra, per evitare che finisca sotto il “fuoco amico”. Quello che aveva impedito la soppressione dei mini enti, tolto la liberalizzazione delle farmacie, bloccato l’intervento sulle pensioni e i tagli agli enti locali: a “sparare”, gli “amici” Alemanno, Formigoni, Lega Nord, sindaci e governatori…

E in secondo luogo la fretta viene da una questione di calendario reso ancora più stringente dalla crisi dei mercati. Il calendario impone di avere la manovra approvata da almeno uno dei due rami del Parlamento almeno entro mercoledì sera, perché un’altra settimana di mercati così non la reggono i Btp e non la regge neanche il governo Berlusconi.

Perché il governo Berlusconi stravolge il provvedimento per la quarta volta in un mese? Perché giovedì tutte le misure affannosamente messe insieme dall’attuale maggioranza potrebbero diventare carta straccia: se il testo che porterà Giulio Tremonti non convincerà i governatori della Banca Centrale Europea, all’Italia non basteranno 45 miliardi di tagli e tasse e forse neanche 100: si raggiungerà la Grecia nel poco invidiato club del default.