Frittura proibita: in sciopero i pescatori toscani e napoletani

Pubblicato il 1 Giugno 2010 15:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2010 15:21

Frittura di pesce

I pescatori delle varie marinerie toscane sono in sciopero per protestare contro le nuove norme europee, in vigore da martedì 1 giugno, che prevedono maglie delle reti più larghe per preservare il ripopolamento del mare. Con le nuove norme spariranno dalle tavole la frittura di paranza, le seppioline, i calamaretti, le telline e i cannolicchi.

A Viareggio, dove sono arrivati anche i colleghi di Livorno, i pescatori stanno preparando cartelli e striscioni e si stanno organizzando forme di protesta. In un primo momento i pescatori di Livorno avevano pensato di arrivare a Viareggio con i pescherecci, scelta a cui hanno poi rinunciato per evitare il possibile insabbiamento all’imboccatura del porto, e si sono trasferiti in auto.

A Castiglion della Pescaia (Grosseto) nei prossimi giorni si terrà un’assemblea per redigere un documento congiunto da inviare al Ministro. Qui però non tutti hanno aderito allo sciopero. Barche ferme, per 48 ore anche a Piombino e all’ Isola d’Elba. “Perdiamo il 50% del pescato e con i costi che ci sono non sarà possibile andare avanti”, dicono i pescatori che chiedono aiuto alle Province e alla Regione per far rientrare i provvedimenti dell’ Unione Europea.

Protestano anche i pescatori nel golfo di Napoli. Dalle ore 9 e fino alle ore 13 di martedì 1 giugno una quarantina di pescherecci delle marinerie di Napoli e provincia sono partiti da Mergellina a sirene spiegate, suscitando lungo via Caracciolo, la curiosità dei numerosi passanti. Secondo gli esperti del settore, ad avvantaggiarsi della situazione saranno i pescatori dei paesi rivieraschi del Mediterraneo che non rientrano nell’Ue.