Piazza Almirante-Berlinguer a Terracina: protestano partigiani e Pd (ma tre suoi ex l’hanno votata)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2020 13:35 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2020 13:35
Terracina, Piazza Almirante-Berlinguer

Terracina vota per una Piazza Almirante-Berlinguer (nella foto Ansa il segretario Pci)

Una proposta di pacificazione che sa tanto di provocatoria e facile riabilitazione postuma a spese della verità storica: a Terracina va in scena la toponomastica revisionista.

La provocazione del consiglio comunale di Terracina – lo guida la sindaca di Fratelli d’Italia Roberta Tintari – si chiama Piazza Almirante-Berlinguer.

Per intitolare in omaggio ai due storici segretari di Pci e Msi il centralissimo piazzale antistante Villa Tomassini.

Appunto, in nome di una pacificazione a distanza di 70 anni dalla fine del conflitto mondiale e di quella che giustamente fu definita una “guerra civile”.

Come da copione già scritto, scontata la reazione indignata dell’Anpi.

Che non ammette offensive equiparazioni tra il padre nobile della sinistra italiana Berlinguer e il fascista, fucilatore e razzista, Almirante.

Protesta anche il Pd che deve però mandar giù anche lo scacco di tre suoi ex esponenti passati a rimpolpare la maggioranza di destra.

E che hanno votato sì all’iniziativa del consigliere Giuseppe Talone, FdI.

Tra cui l’ex candidato sindaco del Pd, Alessandro Di Tommaso.

Al di là del malcelato opportunismo dell’iniziativa, colpisce la creatività revisionista che mette insieme il diavolo e l’acqua santa.

E che somma mele pere pur di far tornare i conti di una storia drammaticamente divisa.  

Piazza Almirante-Berlinguer: lo sdegno dell’Anpi

“Con sdegno apprendiamo che a Terracina è stato approvato, nonostante l’opposizione dei democratici antifascisti, l’iter per nominare una piazza congiuntamente a Giorgio Almirante e ad Enrico Berlinguer.

Subdolo tentativo di nobilitare un fascista, pienamente coinvolto nella dittatura con responsabilità pubbliche, tra i massimi sostenitori delle leggi razziali del ’38.

Fucilatore di patrioti e maestro di tanti terroristi neofascisti negli anni 70. Indegno l’accostamento ad un suo irriducibile avversario, Enrico Berlinguer.

Che con i fascisti proprio non discuteva. Dietro tale operazione si cela solo il triste disegno di riabilitare il fascismo”. Lo afferma in una nota l’Anpi regionale del Lazio. (fonte Ansa)