Piemonte. Bresso a Cota: “Quando si vince con i taroccatori è questo il rischio che si corre”

Pubblicato il 16 luglio 2010 18:26 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 20:08

”Quando per vincere si è disponibili a scendere a patti con noti taroccatori, questo è il rischio che si corre. Le modalità con cui costruivano le liste certi personaggi erano note a tutti”. Così l’ex presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, commenta ”lo stupore di Cota per quanto sta accadendo”, in riferimento al pronunciamento del Tar della notte scorsa.

”Le liste incriminate – afferma Bresso – si erano offerte anche al centro sinistra, ma visti i notissimi precedenti sono state subito respinte. Il centrodestra avrebbe potuto agire nello stesso modo. Cota nella parte della vittima non è credibile”. ”Cota dimentica – conclude Bresso – che il voto non è stato così netto come lui crede. Una maggiore compostezza e senso del limite gioverebbe a tutti, a partire dal Piemonte”.

E intanto da Bruxelles la stessa Bresso,  presidente del Comitato delle Regioni Ue, nel corso del suo intervento davanti al Parlamento della comunità autonoma spagnola dell’Estremadura, ha avvertito: la proposta Ue di ‘punire’ i Paesi con deficit eccessivi attraverso la sospensione dell’erogazione dei fondi europei destinati in gran parte alle regioni potrebbe violare il principio di sussidiarietà.

Bresso, in particolare ha osservato che la proposta avanzata dalla Commissione europea per sanzionare i Paesi con un disavanzo di bilancio superiore ai parametri fissati dal Patto di stabilità ha fatto suonare un campanello d’allarme. ”Ci siamo subito resi conto – ha detto Bresso – che c’era un rischio serio: è legalmente possibile che l’Unione europea imponga condizioni alle autorità regionali e locali, riducendo la loro libertà d’azione in materia di regole di bilancio, attraverso la minaccia di sanzioni finanziarie?”.

Il presidente del Comitato delle Regioni Ue ha quindi invitato tutti gli interessati a riflettere e approfondire la questione, annunciando comunque che i dubbi avanzati oggi saranno ripresi nel parere sulle proposte di Bruxelles che il CdR presenterà alla Commissione in autunno. Ma come ”ultima risorsa” il Comitato delle Regioni, ha avvertito Bresso, potrebbe anche sollevare la questione davanti alla Corte di giustizia Ue.