Piemonte, Consiglio di Stato: ok a riconteggio voti. Cota vacilla, si rischia di tornare alle urne

Pubblicato il 27 luglio 2010 19:22 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 20:55
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Il governatore del Piemonte, Roberto Cota

La regione Piemonte potrebbe tornare presto al voto. Il Consiglio di Stato, infatti, ha rigettato la richiesta di sospensiva della decisione con cui il Tar del Piemonte ha ordinato il riconteggio di circa 15 mila schede elettorali delle ultime elezioni regionali. La quinta sezione di Palazzo Spada ha quindi respinto il ricorso in via cautelare presentato dal neo presidente della Regione, il leghista Roberto Cota.

La decisone dei supremi giudici amministrativi, in ogni caso, riguarda solo l’esecuzione del dispositivo della decisione del Tar le cui motivazioni di merito devono ancora essere depositate e contro le quali i legali di Cota gia’ preannunciano un altro ricorso al Consiglio di Stato.

Con una ordinanza di sei pagine, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza di sospensiva presentata dal presidente della Regione Piemonte Roberto Cota perche’ – si legge – ”non sussistono, allo stato attuale, gli estremi del danno grave ed irreparabile asseritamente derivante dall’esecuzione del dispositivo” del Tar del Piemonte. E questo perche’, dal momento che si tratta di una ”pronuncia non definitiva, avente ad oggetto atti endoprocedimentali”, la pronuncia dei giudici amministrativi di primo grado ”non e’ in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare sul piano giuridico-amministrativo, il corretto funzionamento degli organi di governo della Regione Piemonte”.

Il Consiglio di Stato, nella pronuncia emessa dal collegio presieduto da Stefano Baccarini sul riconteggio dei voti delle regionali del Piemonte, ha dato una importante indicazione sulla procedura da seguire: deve essere tenuto presente il principio del contraddittorio e, dunque, il riconteggio deve avvenire alla presenza delel parti interessate. ”Quanto al dedotto profilo di violazione del principio del contraddittorio” supposto dai ricorrenti ”per non essere stata prevista la partecipazione dei diretti interessati o dei loro rappresentanti alle disposte operazioni di verificazione”, il Consiglio di Stato – e’ scritto nel provvedimento di rigeto della sospensione della sentenza di primo grado – ritiene che i due punti del dispositivo del Tar del Piemonte ”devono essere interpretati nell’implicito senso che le disposte operazioni di verificazione devono svolgersi effettivamente nel rispetto del principio del contraddittorio, con la partecipazione delle parti interessate ovvero dei loro rappresentanti, appositamente e tempestivamente designati”.

Bresso: soddisfatta, nessun complotto. Soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato esprime Mercedes Bresso, ex governatore del Piemonte, battuta da Cota nell’ultima tornata elettorale. ”Nessun complotto e dietrologia possibili – osserva Bresso -. Mi auguro che si mettano tranquilli e attendano prima le motivazioni del Tar e poi il riconteggio delle schede annullando le due liste illegittime. A questo punto, dopo la mobilitazione di ministri, dello stesso premier Berlusconi e agitato le fiaccole, spero che rientrino in una visione compiuta della democrazia”.

Cota: riconteggio inutile, spreco di denaro pubblico. ”Il riconteggio e’ inutile, e’ uno spreco di denaro pubblico, perche’ la legge e’ chiara, come sono chiarissime le istruzioni del Ministero dell’Interno. Il voto dato alle liste, se non e’ disgiunto, e’ un voto valido attribuito al Presidente, perche’ si danno contemporaneamente due voti: uno alle liste, l’altro al Presidente”. Lo ha affermato questa sera il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, a commento della decisione del Consiglio di Stato, di proseguire con il riconteggio dei voti. ”Con la richiesta di sospensiva – ha spiegato Cota – volevamo evitare questo spreco, di cui evidentemente chiederemo conto a chi lo ha provocato, innescando il meccanismo dei ricorsi soltanto perche’ non si vuole accettare una sconfitta chiara. Il Consiglio di Stato probabilmente non ha potuto fermare questo meccanismo, perche’ non ha ritenuto sussistere il danno grave ed irreparabile, pero’ il conto lo pagano i cittadini. Siamo sereni, andremo avanti perche’ abbiamo assolutamente ragione”.

Legale Cota: nuovo ricorso e verificheremo schede. ”Contesteremo ogni scheda in cui non sia attribuito il voto al presidente Cota se non gli verranno conteggiati anche quelli di lista”. Seppure il Consiglio di Stato abbia rigettato la sua richiesta di sospensiva della decisione di primo grado del Tar, l’avvocato Luca Procacci, legale del presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, vede con favore il fatto che i supremi giudici amministrativi abbiano riconosciuto la necessita’ che il riconteggio delle schede avvenga alla presenza delle parti interessate, secondo il principio del contraddittorio. Il legale di Cota preannuncia comunque nuovi ricorsi contro la decisione del Tar: una volta che i giudici di primo grado depositeranno le motivazioni, Procacci fara’ un’altra richiesta di sospensiva e poi un’impugnativa nel merito dinanzi al Consiglio di Stato.

Il legale fa infatti notare che, sulla base della decisione di oggi, resta ”impregiudicata l’impugnabilita’ della verifica del riconteggio” delle schede. La battaglia legale, dunque, non si ferma con questa pronuncia dei giudici di Palazzo Spada. Nuovi ricorsi, che verranno presentati quando tra un paio di giorni il Tar depositera’ le motivazioni della decisione presa il 16 luglio scorso, vengono preannunciati anche dall’avv. Forno a nome dei consiglieri regionali della Lega Nord e di Maurizio Lupi (Pdl), e dall’ avv.Giorgio Strambi, legale di Michele Giovine, consigliere regionale del partito Pensionati oggi presente in udienza a Palazzo Spada.

L’ordinanza del Consiglio di Stato ”ha riconosciuto la piena legittimita’ di Roberto Cota a governare”: cosi’ l’avvocato del governatore, Luca Procacci, legge la pronuncia dei supremi giudici amministrativi. Il riferimento, evidentemente, e’ al passaggio in cui viene spiegato che la sentenza di primo grado ”non e’ in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare sul piano giuridico-amministrativo, il corretto funzionamento degli organi di governo della Regione Piemonte”. ”La nostra istanza – spiega Procacci – non e’ stata accolta perche’ non c’e’ nessun pericolo per la legittimita’ del governatore”.