Sinistra, la paura fa Cota. Piemonte addio? Drammatico surplace nel Lazio

Pubblicato il 29 Marzo 2010 18:09 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 18:24

Cota e Bossi

Sono le sei del pomeriggio e a sinistra la paura si coagula in due vocali e altrettante consonanti, una parola stretta e corta, un nome: Cota. Cota il candidato leghista in Piemonte che alle sei del pomeriggio quasi, forse “stacca” la Bresso nella terza proiezione: 48,8 contro 46,0. Se quella proiezione si “consolida”, il Piemonte se ne va, la sinistra sparisce dal Nord, è il trionfo della Lega. Se quella proiezione sarà la verità definitiva dei risultati, allora solo un altro risultato potrebbe lenire ma non guarire il dolore politico inferto alla sinistra dal Piemonte, il risultato del Lazio.

Sono le sei del pomeriggio e in Lazio per la sinistra nulla ancora è perduto ma nulla, proprio nulla è ancora vinto. Bonino e Polverini, appaiate, avvinghiate al 49,8 per cento. La seconda proiezione dà le due candidate immobile in un reciproco e simmetrico “surplace”. Fosse una gara sportiva sarebbe entusiasmante, appassionante. E’ una gara politica e la si vive con ansia che sconfina in angoscia. La sinistra guarda al Lazio con timorosa speranza, la destra guarda al Lazio con speranzoso timore. Il “segno” di queste elezioni, forse il segno nazionale e non solo regionale sarà scritto nel Lazio e sarà scritto in un senso o nell’altro forse addirittura per poche migliaia di voti.

Sono le sei del pomeriggio e le Regioni che saranno dei “rossi” sono quasi sette. Sta aggiungendosi la Liguria dove Burlando ha tre punti di vantaggio su Biasotti del Pdl. Le Regioni “rosse e rosa”, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata hanno tenuto, ovunque con percentuali sopra il cinquanta per cento. Sta vincendo anche Vendola in Puglia e non era una certezza come le altre. Sette, ma possono essere “poche” se non si aggiungerà alla fine anche il Lazio o se non si ribalta la situazione in Piemonte.

Sono le sei del pomeriggio e a destra sta passando la paura dell’astensione. La Lombardia è in tasca con Formigoni al 55 e passa per cento. Il Veneto è un plebiscito per la Lega e per Zaia, sopra il 60 per cento. I due “cambi” al Sud sono cosa praticamente fatta: Campania e Calabria da “rosse” diventano “azzurre” sulla mappa politica, vincono Caldoro e Scopelliti con percentuali intorno o superiori al 55 per cento. Quattro Regioni, ma possono essere poche. Con il Piemonte sono ottimo risultato, con il Lazio sono chiara vittoria. Alle sei del pomeriggio è la destra in vantaggio nella classifica degli umori.

Sono le sei del pomeriggio e la Lega è il partito immune all’astensione. Se passa anche Cota saranno il partito che ha vinto comunque, dovunque, senza se e senza ma.