Dopo Lazio, Campania, Sicilia… è la volta del Piemonte. La Finanza in Regione

Pubblicato il 28 settembre 2012 10:46 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2012 15:47
Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale del Piemonte

Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte

TORINO – Dopo il Lazio, la Campania e la Sicilia è la volta del Piemonte. Venerdì mattina, 28 settembre, una quindicina di agenti della Guardia di Finanza si sono presentati a Palazzo Lascaris a Torino, sede del Consiglio Regionale. Gli agenti, dopo l’annuncio dell’apertura di una indagine conoscitiva da parte della Procura torinese, hanno chiesto di acquisire tutta la documentazione dal 2008 in poi, relativa alle spese dei gruppi politici.

Nell’operazione sono impegnati gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino della Guardia di finanza, ai quali i pm Andrea Beconi ed Enrica Gabetta, titolari dell’inchiesta, hanno delegato le indagini. L’inchiesta riguarda i bilanci dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte ed è nella fase iniziale.

A ispirare l’inchiesta sarebbe stata una polemica innescata alcuni giorni fa da Roberto Rosso, parlamentare del Pdl, e le successive notizie riportate da vari organi di informazione.  Per far capire come il caso del Lazio non fosse isolato, Rosso aveva raccontato di un collega del consiglio regionale che, ospite nella sua casa del Sestriere per una settimana bianca, si faceva certificare da un consigliere comunale del posto che la sua presenza nella località sciistica era dovuta a iniziative politiche. Morale della favola, tra indennità di trasferta e rimborsi chilometrici, l’anonimo consigliere a fine vacanza aveva guadagnato cinquemila euro di soldi pubblici per essere stato in settimana bianca, e per di più gratis perché ospite.

Alcuni giorni fa, in un’inchiesta firmata Corriere della Sera, si parlava di regioni-bancomat senza controllo, autorizzate a spendere senza alcuna giustificazione, al massimo previa autocertificazione.

Al momento – da quanto è trapelato – i pm non hanno formulato ipotesi di reato e non vi sono persone sottoposte a indagini. Il senso degli accertamenti è verificare se ci sono casi di malversazione dei fondi o di irregolarità nella rendicontazione di spese e nelle richieste di rimborso, o di percezione irregolare di benefit.

Contestualmente alle indagini, il presidente del Consiglio Valerio Cattaneo ha deciso di pubblicare sul sito del Consiglio tutti i dati riguardanti le autocertificazioni e i rimborsi dei viaggi dei consiglieri, degli assessori e dei membri dell’Ufficio di presidenza. La finanza ha visionato tutti i conti e chiesto ulteriore documentazione. Solo al gruppo del Pd sono stati raccolti oltre 20 scatoloni.

“Passaggio scontato e inevitabile, vista l’apertura del fascicolo – ha detto il capogruppo Pd Aldo Reschigna – Ho spiegato le modalità di gestione del gruppo , che non prevedono l’assegnazione diretta di somme di denaro ai consiglieri regionali. Perché qualunque uscita è successiva alla presentazione dei documenti contabili. Sono assolutamente favorevole a che vengano svolti controlli esterni sull’utilizzo delle risorse dei gruppi perché in questo momento ritengo siano gli unici strumenti capaci di rassicurare i cittadini sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche”.

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