Piemonte, malumori in consiglio regionale per il piano Sanità

Pubblicato il 6 Gennaio 2011 7:26 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2011 21:12

Roberto Cota, governatore del Piemonte

Un incontro con i commissari straordinari e i direttori generali in carica di Asl e Aziende ospedaliere. Nella sede della Regione Piemonte, il pomeriggio del 4 gennaio, con il governatore Roberto Cota c’erano anche l’assessore alla Sanità Caterina Ferrero e il direttore generale alla Sanità Paolo Monferino. «Un incontro proficuo, in cui ho chiesto e ottenuto piena condivisione», ha detto il presidente leghista. Sul tavolo, alcuni punti fondamentali legati al piano regionale per la Sanità: «l’esigenza di mettere il cittadino al centro lavorando per gli interessi generali, la programmazione in base a budget stabiliti, l’attuazione della riforma del servizio sanitario regionale», si legge in una nota diffusa sul sito del governatore.

In attesa dell’approvazione del nuovo assetto del sistema, Cota e la Ferrero hanno deciso di nominare, lo scorso 29 dicembre, dei commissari straordinari e non ancora i nuovi direttori generali. Obbiettivo è riorganizzare l’intera offerta sanitaria regionale secondo una rete di servizi qualificati, «per sfruttare al massimo le potenzialità dei singoli presidi ospedalieri». Queste le parole di assessore e presidente, che non hanno soddisfatto proprio tutti, se in seguito alla nomina dei commissari di Asl e Aso, sono esplose le polemiche. La prima mossa è spettata al sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto (fra le figure chiave del Pdl piemontese), che ha dichiarato di voler accedere agli atti delle nomine per fare chiarezza su requisiti e criteri di scelta. Si paventa, inoltre, l’ipotesi accorpamento degli ospedali di Alessandria e di Asti. Il progetto di riordino del sistema sanitario piemontese prevede undici aziende sanitarie locali, tre aziende ospedaliero-universitarie (con la San Giovanni Battista di Torino destinata ad assorbire il CTO Maria Adelaide e la Regina Margherita-Sant’Anna) e altre tre aziende ospedaliere, per le quali sono in corso di valutazione ulteriori acquisizioni.

Ma a chi parla di tagli, Cota preferisce rispondere citando il record registrato nella sua regione riguardo alle risorse destinate alla sanità e sposta il centro del problema sul comportamento dei direttori generali nominati dall’amministrazione che lo ha preceduto.

La rivoluzione prevista per la sanità piemontese ha anche suscitato reazioni forti come la pubblicazione di una lettera, firmata da venti consiglieri regionali del Popolo della libertà. Un assalto dai toni garbati, all’indomani delle nomine dei commissari delle Asl, in cui il presidente è accusato di aver condotto la trattativa in una “situazione di totale assenza di informazione che ci ha impedito – scrivono i consiglieri – di collaborare a una migliore definizione degli atti e di gestire nella misura più corretta le tensioni che molti territori manifestano al proposito”. Nel mirino degli scontenti del Pdl, insieme al presidente leghista, c’è il coordinatore regionale dello stesso Pdl Enzo Ghigo, additato come personalità assoggettata ai voleri della Lega. Lontani i tempi di una collaborazione armoniosa: per i prossimi mesi in consiglio regionale si annuncia aria di tempesta per le discussioni che riguarderanno il nuovo piano sanitario.