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Piemonte, Tar e liste illegittime: via al riconteggio dei voti

Roberto Cota

Pronti? Via: si riconta. Il deposito delle motivazioni con cui i giudici del Tar del Piemonte hanno spiegato la decisione del 15 luglio di annullare due liste di sostegno al governatore Roberto Cota segnano di fatto il via libera al riconteggio di quei voti, per il quale gli uffici circoscrizionali avranno 30 giorni di tempo e altri dieci per trasmetterli all’ufficio regionale presso la corte d’Appello.

E poi? I giudici nelle motivazioni prospettano dopo il riconteggio una ”eventuale ulteriore attivita’ istruttoria in merito alla ridefinizione delle cifre elettorali delle liste e al conseguente riparto dei seggi in consiglio regionale”. Ma l’intero impianto delle motivazioni, a cominciare dalla verifica delle eventuali conseguenze ”demolitive” nei confronti della composizione dell’aula e, soprattutto, dell’elezione del governatore, sembra non lasciare molti margini.

Il riconteggio avverra’, di fatto, suddividendo le schede con i voti alle liste ”Al centro per Scanderebech” e ‘Consumatori”, liste di fatto annullate dal Tar, in tre gruppi: le schede con la doppia croce, cioe’ con l’indicazione dell’elettore per una delle liste annullate e con il voto esplicito a Cota, le schede con il solo voto alla lista annullata e quelle con il cosiddetto voto disgiunto, cioe’ ad una delle due liste ora ”fantasma” e al candidato avversario di Cota, l’ex governatore Mercedes Bresso.

Le argomentazioni dei giudici porterebbero a considerare non validi i voti dati indirettamente a Cota, cioe’ quelli espressi votando solo la lista di appoggio. E’, dunque, secondo il legale del Presidente, l’avvocato Luca Procacci, e’ ”una verifica che nasce male”. La sua tesi, e quella del governatore, e’ infatti che chi ha votato una delle liste ora annullate intendeva – se non ha dato indicazioni diverse, cioe’ con voto disgiunto – esprimere il suo consenso per l’esponente leghista poi risultato eletto. ”Sono tranquillo: le istruzioni del ministero dell’Interno sono chiare e ogni voto vale sia per lista sia per il presidente – ha commentato Cota – se una lista e illegittima vale comunque il voto al presidente”.

Sara’ probabilmente proprio questo il cuore del ricorso al Consiglio di stato che, solo pochi giorni fa, ha respinto la richiesta di sospensiva di Cota per evitare il riconteggio, durante il quale e’ prevedibile una battaglia scheda per scheda, presenti i legali delle parti che si sono costituite in giudizio. ”Le motivazioni depositate oggi dal Tar confermano l’evidenza che la Lista Scanderebech e quella Consumatori erano palesemente illegittime”, dice Mercedes Bresso, candidata presidente sconfitta del centro sinistra. Ed e’ soprattutto su questo che si concentra gran parte delle 113 pagine delle motivazioni.

Mercedes Bresso

A cominciare dal fatto che, secondo i giudici, non ci si puo’ avvalere della possibilita’ di presentare liste senza raccogliere le firme perche’ si fa parte di un gruppo consiliare regionale e poi schierare quella stessa lista a sostegno di un candidato presidente che milita in campo avversario a quello del gruppo che ha consentito di evitare la raccolta delle firme. ”Ma questa e’ diritto creativo!”, commenta il legale di Cota. E, come accaduto in occasione della decisione del 15 luglio, non sono mancate le polemiche, con i giudici che, sostenendo che la loro sentenza ”rispetta la volonta’ dell’ elettore” invocano ”garbo istituzionale” e Cota che si chiede se i magistrati debbano commentare le sentenze con i media. Ma anche gli interrogativi sulle prospettive del dopo-riconteggio nel caso in cui questo verifichi che Cota ha meno voti di Bresso: nuove elezioni o vittoria a tavolino della ‘zarina’? Ma ancora c’e’ tempo. Intanto si riconta.

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