Pier Luigi Bersani pensa ancora al governo di cambiamento: “Si può fare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2013 10:44 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2013 10:44
Pier Luigi Bersani pensa ancora al governo di cambiamento: "Si può fare"

Pier Luigi Bersani (foto Ansa)

ROMA – Pier Luigi Bersani insiste sul governo di cambiamento. L’ex segretario del Pd è stato intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.

”Oggi abbiamo un governo di servizio. Lo sosteniamo e lo sosterremo. Vi abbiamo impegnato i nostri migliori esponenti. Ma e’ compito di tutti noi tenere viva la prospettiva di un governo di cambiamento”.

”Sostengo Letta – sottolinea -, persona intelligente, capace e leale. Ma Berlusconi non pensi di avere in mano le chiavi del futuro. Ci pensi bene. Stavolta staccare la spina al governo non comporta automaticamente andare a votare”.

Bersani dice che quello di provare un governo ”di cambiamento” con i grillini, dopo il voto, e’ stato da parte sua ”un tentativo convinto, e anche ragionevole: non prendi il 25% senza ingaggiarti. Puoi metterci un mese a capirlo, forse due; ma devi capirlo. Era solo questione di tempo. Infatti e’ proprio quello che sta accadendo”. Dopo il voto tento’ anche di parlare col leader del Movimento Beppe Grillo, ”ma non e’ stato possibile”.

”Mi sono dimesso per fissare un punto – aggiunge -: al prossimo congresso ragioniamo su cos’e’ un partito, cos’e’ una democrazia”.

Matteo Renzi ”puo’ essere di enorme utilita’ per il Pd. Mi va bene tutto, ma non il vittimismo – aggiunge -. Renzi non puo’ dire che ora noi vogliamo cambiare le regole per danneggiarlo, dopo che io ho cambiato le regole per farlo partecipare alle primarie, separando il ruolo da segretario da quello di candidato premier”.

Bersani si dice ”radicalmente contrario” a una scissione a sinistra del partito: ”Non e’ accettabile il solo pensarci. Ma il rischio che tornino le vecchie faglie, Ds e Margherita, puo’ prendere la mano”.

Su Iva e Imu difende la posizione del viceministro Fassina: ”Non possiamo togliere l’Imu a zio Paperone e scaricare l’aumento dell’Iva sul piccolo commerciante e sul consumatore. Noi dobbiamo rendere visibile il nostro punto di vista. Sta al governo trovare la mediazione. La priorita’ e’ il lavoro”.