Lega Nord, Stiffoni (ex tesoriere): “Niente resoconto, è la prassi Maroni”

Pubblicato il 5 Febbraio 2013 14:34 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2013 14:40
Lega Nord, Stiffoni (ex tesoriere): "Niente resoconto, è la prassi Maroni"

Piergiorgio Stiffoni (foto Lapresse)

ROMA – Piergiorgio Stiffoni, quand’era tesoriere della Lega Nord, seguiva la “prassi Maroni“: non comunicava il resoconto di fine anno al resto del partito. Il metodo è stato così definito dallo stesso Stiffoni, durante l’interrogatorio presso la Procura di Roma: “L’onorevole Maroni, quale capogruppo alla Camera, nel 2006 instaurò la prassi di non comunicare il conto della gestione a fine anno al partito in quanto riteneva che tale gestione fosse di sua insindacabile pertinenza”. L’interrogatorio si è tenuto il 27 novembre.

Stiffoni è indagato dalla procura di Roma per peculato perché nella veste di segretario amministrativo del Carroccio al Senato si sarebbe appropriato, tra il 2008 e il 2009, dei contributi erogati al gruppo trasferiti su conti personali causando un ammanco di oltre 955 mila euro.

Nel corso dell’atto istruttorio, rispondendo alle domande del pm Roberto Felici, il senatore (che è stato espulso dalla Lega lo scorso aprile) parlando della gestione Maroni ha affermato che ”tale intento perseguiva lo scopo di non devolvere al partito eventuali residui della gestione che sarebbero dovuti transitare, come di fatto transitavano, su un altro conto intestato al tesoriere per poi riconfluire sul conto originario nella gestione successiva; tale prassi si e’ trasferita anche al gruppo del Senato”.

Per questa vicenda la Procura, il 15 gennaio scorso, ha notificato l’avviso di fine indagine allo stesso Stiffoni e alla sua segretaria Maria Manuela Privitera, anche lei per concorso in peculato. Una indagine arrivata nella Capitale dopo lo stralcio fatto dalla Procura di Milano, dal procedimento sull’uso dei rimborsi elettorali.

La Lega nel 2011 investì 400 mila euro dei fondi del partito in titoli di Stato. E’ quanto emerge dallo stesso interrogatorio.

”Il 14 giugno 2011 – ha affermato il senatore rispondendo alle domande del pm Roberto Felici – io ho trasferito la somma di 400mila euro dal conto n.10886 al conto 9686; tale operazione era finalizzata all’acquisto di titoli di Stato italiani, come di fatto poi è avvenuto; di questa come di altre operazioni il presidente Bricolo era a conoscenza”.

Nel corso dell’atto istruttorio il senatore, espulso dalla Lega nell’aprile scorso, ricostruisce alcuni movimenti effettuati dai conti correnti da lui gestiti. ”Il 29 novembre 2011 ho trasferito 50mila euro dal conto n.10886 a un conto intestato alla Media World per l’acquisto di ‘carte regalo’ (duemila euro per i 25 senatori).

”Ho fatto ciò – ha proseguito – su richiesta del presidente Bricolo, anche se la fattura è stata intestata a me su richiesta di Bricolo per non far figurare l’intestazione della Lega; i senatori hanno poi utilizzato la carta per l’acquisto di beni di consumo”. Su queste operazioni i pm romani hanno già avviato un procedimento.