Bersani: “Non c’è nessun patto. Voglio un Pd senza padroni”

Pubblicato il 5 settembre 2012 15:25 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2012 16:11
Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Lapresse)

ROMA – Pier Luigi Bersani vuole un partito senza padroni: “Non ci sono in corso né patti grandi né patti medi né patti piccoli. Io lavoro per un partito unito, rinnovato, contendibile e senza padroni”. Così il segretario democratico nega l’ipotesi di accordi tra i big del Pd su future cariche istituzionali e di governo.

Bersani si riferisce al piano paventato sulle pagine del quotidiano la Repubblica, che avrebbe placato le litigiosità all’interno del Partito Democratico, con gli storici rappresentanti del partito uniti contro la “minaccia” del rottamatore Renzi. Secondo Repubblica le poltrone sarebbero così spartite in caso di vittoria del centrosinistra: Pier Luigi Bersani premier, Rosy Bindi vicepremier, Walter Veltroni presidente della Camera, Massimo D’Alema ministro degli Esteri o commissario europeo, Dario Franceschini segretario del Pd e Beppe Fioroni ministro.

”Vedo da agosto in qua – ha osservato Bersani, interpellato dai cronisti – su diversi organi di stampa indiscrezioni su ipotetici patti che io avrei fatto o starei facendo per incarichi istituzionali, di partito e di governo. Molto serenamente, semplicemente, ma fermamente, voglio dire che non sono in corso né patti grandi, né medi né piccoli, perché io ho una certa idea del futuro della democrazia”.

Allo stesso tempo, ricorda il segretario del Pd, ”ho chiesto io primarie aperte per la candidatura a premier, anche in deroga allo statuto, e l’anno prossimo come da statuto avremo il congresso del Pd, che è la forma congressuale più aperta in ogni partito nel mondo”.