Piero Fassino, dito medio e niente scuse: “Basta, non porgo l’altra guancia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 9:14 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 9:14
Piero Fassino, dito medio e niente scuse: "Basta, non porgo l'altra guancia"

Piero Fassino, dito medio e niente scuse: “Basta, non porgo l’altra guancia” (foto LaPresse)

ROMA – Niente scuse. Piero Fassino, dopo la figuraccia del dito medio prima negato e ammesso solo dopo che in rete ha iniziato a circolare un video, spiega che non ci sta a porgere l’altra guancia. Lo fa rilasciando interviste a tappeto ai tre principali quotidiani nazionali. E a tutti e tre consegna la stessa versione: niente scuse, io non ci sto a farmi insultare e minacciare.

“Io non chiedo scusa a chi mi ha insultato” spiega  a Repubblica il sindaco di Torino.

“È stata data  una ricostruzione sbagliata di quello che è successo. Perché dovrei chiedere scusa a chi mi ha insultato e aggredito, in modo pesante, a chi ha offeso la mia famiglia? Non ripeto quello che mi è stato detto per carità di patria. Mi hanno lanciato addosso ghiaia e lattine di birra. Cosa che ha provocato in me una reazione istintiva e umana, di cui naturalmente mi rammarico, ma che considerato il contesto mi sembra comprensibile. Chiedere scusa a quelle persone no”.

Intervistato anche dal Corriere della Sera, Fassino ribadisce:

“Arriva un momento in cui si deve reagire. Ecco, la tesi del porgere l’altra guancia a ogni costo mi sembra opinabile. Io rivendico il mio diritto a non farlo. A un certo punto bisogna anche dire basta”.

“Il primo – aggiunge – a riconoscere il valore della fede granata, cosa rappresenta, sono io. Sono un moderato tifoso juventino, e allora? Mi ferisce questa tendenza sempre più diffusa a trasformare in aggressione anche la minima diversità di opinione”.

Intervistato anche dalla Stampa, Fassino si difende dall’aver negato di aver compiuto il gesto del dito medio.

“Ieri – afferma, – a chi mi chiedeva conto dell’accaduto, ho solo negato la rappresentazione di un gesto di offesa nei confronti dei tifosi granata verso i quali non ho fatto alcunché”, “quel gesto di offesa e di reazione era nei confronti di chi mi stava aggredendo, di un gruppetto di persone…”.