Piersilvio, Gelmini, Carfagna, Belen: le “bugie” di Ruby

Pubblicato il 27 Febbraio 2011 - 13:16 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Per un caso curioso, è stato il premier Berlusconi a tirare in ballo in nomi delle minstre Gelmini e Carfagna sul caso Ruby. Ministre assolutamente estranee alle indagini e alle feste di Arcore. Eppure Berlusconi, se ha parlato, lo ha fatto per un motivo: ha ricevuto dalla procura milanese che ha indagato sul suo conto, le carte integrali. Le carte cioè con tutti i nomi e cognomi fatti dalla testimone Ruby negli interrogatori alla magistratura.

I racconti però sono stati tutti verificati e il risultato è che in molte circostanze la ragazza avrebbe mentito. O esagerato al telefono con le amiche su conoscenze altolocate che in realtà non aveva. E’ il caso di Piersilvio Berlusconi. Ecco cosa dice Ruby al telefono a un’amica in riferimento alla trattativa con un cliente a Portofino che però le ha proposto: “un prezzo che non mi andava bene. Lui mi ha detto: vieni con me? Gli ho detto: sì, ma quanto mi dai a me e alla mia amica? Non ti chiedo tanto, mille. Lui fa: no, mille sono troppi, preferisco che vieni solo tu e non la tua amica. Gli ho detto: no, se non viene la mia amica non vengo neanche io”.

“Gli uomini fanno così, io li conosco bene, per questo gli ho detto che se non viene la mia amica non vengo neanche io, però qua (a Portofino, ndr) ne ho tante di persone che hanno veramente soldi perché sono ricchi, cioè, c’è anche il figlio di Silvio, Piersilvio, con cui vado sempre… Vieni domani e lavoriamo bene”. Gli inquirenti hanno però appurato che non c’è mai stato alcun contatto tra Ruby e il figlio di Berlusconi e che il vicepresidente Mediaset non ha mai frequentato le feste di Arcore.

La ragazza ha poi detto che alle feste avrebbe visto le ministre Carfagna e Gelmini. Racconto smentito dalla presenza delle due onorevoli altrove rispetto ai racconti forniti dalla giovane marocchina. Ruby parla anche della presentatrice di Sanremo, Belen Rodriguez, a una delle feste. Anche qui, gli accertamenti hanno smentito tutto.

Questi racconti falsi non sono stati allegati alle accuse contro il premier. Sono però nella documentazione integrale dell’inchiesta che la difesa di Berlusconi ha chiesto, e ottenuto, dalla procura.