Pietro Grasso: “Niente vitalizio ai senatori condannati”. Berlusconi, Dell’Utri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2014 18:03 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2014 18:27
Pietro Grasso

Pietro Grasso

ROMA – Stop ai vitalizi per quei senatori condannati per mafia, corruzione o reati contro la pubblica amministrazione. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, anticipandolo su Facebook con un post che specifica a quali categorie di condannati vorrebbe mettere lo stop:

“Lo avevo detto in Sicilia sabato scorso: stop ai vitalizi per i senatori condannati per i reati che secondo la Legge Severino comportano l’incandidabilità e la decadenza (ad esempio corruzione, mafia, reati contro la pubblica amministrazione). Già mercoledì scorso, durante il primo Ufficio di Presidenza del Senato, ho dato seguito a quell’annuncio chiedendo ufficialmente ai Questori di istituire le necessarie pratiche per ottenere questo risultato. Nella prossima riunione – aggiunge il presidente Grasso – approfondiremo tutti gli aspetti della proposta: spero di potervi presto comunicare l’approvazione di questo provvedimento che ritengo essere ineludibile. Dobbiamo, nel minor tempo possibile, passare dalle parole ai fatti”.

Riassumendo: via il vitalizio per i senatori condannati in via definitiva per quei reati che secondo la legge Severino comportano incandidabilità e decadenza. E chi sono? Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Il primo, condannato in Cassazione per il processo Mediaset, ha subito il voto di decadenza da senatore. Dell’Utri, appena arrivato in Italia dopo la latitanza libanese, è un ex senatore ed è stato condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa.

Entrambi però, se le regole del Senato non venissero cambiate, hanno comunque maturato i requisiti per il vitalizio. Se il principio di Grasso invece diventasse legge non ne avrebbero più diritto.