Pieve di Cento, Bignami sulla polemica del cimitero: “I simboli della nostra cristianità non si toccano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2019 9:37 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 11:58
Pieve di Cento, Galeazzo Bignami sulla polemica del cimitero: "I simboli della nostra cristianità non si toccano"

Pieve di Cento, Bignami sulla polemica del cimitero: “I simboli della nostra cristianità non si toccano” (nella foto Ansa, Galeazzo Bignami)

PIEVE DI CENTO – Un comune di settemila abitanti posto sul confine tra Bologna e Ferrara. Una proposta che riguarda la ristrutturazione (attualmente in corso) del cimitero di Pieve di Cento, ha suscitato non poche polemiche. La frase contenuta sul giornale dell’Amministrazione Comunale che ha fatto saltare sulla sedia i cittadini del paesino emiliano è la seguente:

“Per rispondere alla richiesta di poter utilizzare l’attuale Cappella, oltre che per funzioni religiose cattoliche, anche per riti o cerimonie laiche o di altre religioni, il progetto prevede l’installazione di un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto sintetico, che appunto consentiranno, all’occorrenza, di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate alle pareti della cappella”.

Qui ancora è viva la rivalità con Cento, Comune che sorge al di là del fiume Reno nella provincia di Ferrara, guidata nel tempo da una giunta di centrodestra, diversamente da Pieve dove da 70 anni governano, in successione, il PCI, PDS, DS, PD. Ricordiamo anche che a Pieve di Cento abitavano i 7 fratelli Govoni, massacrati dai partigiani a suon di bastonate e calci ed infine seppelliti vivi.

Non si è fatta attendere la reazione di Forza Italia con il deputato Galeazzo Bignami.

Bignami, ma come ha scoperto questa proposta?

“In realtà non l’ho scoperta io, ma i cittadini di Pieve di Cento che mi hanno chiamato numerosissimi per denunciarmi questa idiozia. All’inizio non ci credevo e ci ho messo anche qualche giorno prima di verificarlo. Poi quando ho visto il giornale comunale e la delibera e ho capito che alla stupidità di certa politica non c’è proprio limite”.

Tendine motorizzate per coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia. In una Cappella di un cimitero dove riposano generazioni e generazioni di famiglie di Pieve di Cento.

“Esatto. Una follia”.

Ma per quale motivo?

“Quando sono venute alcune troupe televisive per verificare la notizia un signore di 85 anni ha detto che lui non era d’accordo, ma che era soddisfatto perchè almeno si sarebbe capita la stupidità dei comunisti della zona. Perchè qui hanno ancora quella testa lì”.

“Per non offendere le altre religioni o i laici”, così scrive il giornale del Comune.

“Ma offendere chi? Se gli atei non attribuiscono alcun significato ai simboli della religione cattolica, non vedo che problema possa esserci per loro. Le altre religioni, invece… beh… francamente credo si commenti da sola”.

Il Sindaco dice che è solo una proposta

“A parte il fatto che a me neanche verrebbe da pensarla una proposta simile. Ma poi c’è già la delibera comunale, c’è il bando di gara, c’è il giornale che dice chiaramente cosa intendono fare. La verità è che se i cittadini di Pieve non si fossero arrabbiati, questi sarebbero andati dritti per la loro strada. Adesso che hanno capito la cavolata fatta dicono che è una proposta”.

Una fake, così l’hanno chiamata

“Sì, esatto. Poi hanno dovuto cambiare atteggiamento quando i giornali di mezza Italia gli hanno chiesto conto dei documenti ufficiali. Ma i compagni sono così, negare tutto, negare sempre, anche l’evidenza”.

Rimane la domanda iniziale: ma perchè?

“Sa qual è la verità? Che queste persone, che non hanno identità o che si vergognano della identità, vorrebbero annullare il loro vuoto di idee, di cultura, di ideali, negando l’identità degli altri. Invece noi ne andiamo fieri e questo per loro è un problema. Ma appunto è un loro problema. Lasciassero stare i morti, visto che continuano a tormentare i vivi”.

Quindi le vedremo o no queste tendine motorizzate?

“Le facessero pure, ma per nasconderci la falce e il martello. I simboli della nostra identità cristiana li lasciassero stare”.