Pini (Lega): “Reddito di cittadinanza? Bossi non lo avrebbe mai approvato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2019 20:10 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019 1:45
Pini (Lega): "Reddito di cittadinanza? Bossi non lo avrebbe mai approvato" (foto Ansa)

Pini (Lega): “Reddito di cittadinanza? Bossi non lo avrebbe mai approvato” (foto Ansa)

ROMA – L’ex deputato della Lega Gianluca Pini, il “leghista delle origini”, intervistato da “Radio Cusano”, se la prende con la nuova linea sovranista e nazionale del partito:

“La Lega era nata per incanalare in maniera democratica l’incazzatura del nord. Salvini ha una strategia di medio lungo periodo per conquistare consensi in tutto il Paese e diventare punto di riferimento di tutte quelle forze politiche vogliono modificare profondamente l’Europa. Salvini si è buttato anima e corpo in questo progetto, che condivido in buona parte se l’obiettivo è effettivamente quello di modificare gli assetti di un’Europa che non funziona. Però Bossi aveva l’idea che si dovesse formare un’Europa dei popoli che superasse il concetto di Stati nazionali, siamo andati verso quella direzione, non ci si è arrivati forse anche a causa dell’introduzione della moneta unica che ha reso ancor più difficili determinate situazioni e ha diviso ulteriormente l’Europa dal punto di vista finanziario più che socio-economico. Adesso si prova a modificare l’Europa mantenendo gli Stati nazionali, io non sono quale sia la strada migliore o peggiore, adesso il contesto politico è cambiato, c’è questa ondata di populismo e sovranismo, che poi altro non è che una risposta naturale alle elite che pensano di schiacciare gli interessi della gente comune. Se 15 anni fa Bossi non avesse avuto quel malore, questo Paese sarebbe cambiato molto ed in meglio”.

Capitolo reddito di cittadinanza.

 “Mal di pancia degli imprenditori del Nord? Più che mal di pancia direi una grave gastroenterite. La Lega una cosa del genere non l’avrebbe mai portata avanti. Questo è un provvedimento che fa parte di un compromesso, che è stato scritto in una contratto. Parlare di contratti nella formazione di un governo si parte già male. Nel governo c’è la Lega che cerca di fare le cose con assoluto buon senso, l’altra parte invece mi sembra che abbia un po’ di confusione in determinate scelte. Tener completamente ferme le iniziative che servono a rilanciare l’economia del Paese e dall’altra parte chiedere assistenzialismo è una contraddizione in termini. Se chiedi soldi alla parte produttiva del Paese per mantenere chi sta sul divano, perlomeno abbi l’intelligenza di permettere alla parte produttiva del Paese di liberare delle energie. Invece, non solo si vessa quella parte del Paese per pagare chi non fa nulla, ma si piombano anche le imprese perché se ne inventano una tutti i giorni, non solo la Tav ma anche il blocco della ricerca del gas naturale soprattutto nell’Adriatico”.