Pippo Civati (Pd): “Se Renzi non cambia nuovo partito”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Dicembre 2014 16:35 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2014 17:14
Pippo Civati (Pd): "Se si va ad elezioni anticipate non saremo con Renzi"

Pippo Civati (Foto Lapresse)

BOLOGNA –  “Se si va ad elezioni anticipate a marzo noi non saremo con Matteo Renzi”: è netto Pippo Civati, esponente della minoranza Pd. 

“Se Renzi si presenta con il Jobs Act e con le cose che sta dicendo alle elezioni a marzo, noi non saremo candidati con Renzi”, ha detto Civati alla presentazione dell’associazione ‘E’ Possibile’ a Bologna.

“Se Renzi continua così un partito a sinistra del Pd si costituirà sicuramente, non per colpa nostra. Se la legislatura proseguirà noi abbiamo un programma e un progetto, ci si rivolge alle forze parlamentari senza guardare alla loro provenienza, chi è d’accordo sottoscrive il patto e si vota di conseguenza in Parlamento. Soprattutto quando si tratta di Costituzione, quando non c’è una disciplina di partito, non c’è neanche un programma elettorale, né un programma di governo perché Renzi non ha mai scritto nulla ci sentiamo responsabilmente liberi”.

I rapporti con il Pd di Renzi, in ogni caso, rimangono vicinissimi alla rottura.

“Se il programma elettorale lo scriviamo e non sono considerate le nostre ragioni è più serio dire: andate avanti voi da un’altra parte, noi faremo qualcosa di diverso. Non è una scissione, è una presa d’atto di una differenza. Non è necessario scindersi, se però non c’è la disponibilità da parte di Renzi a confrontarsi con questa parte di paese ognuno ne trarrà le conseguenze”.

IL QUIRINALE – Da Bologna Civati ha proposto poi di candidare Romano Prodi alla presidenza della Repubblica: “Ci vuole Romano o uno equivalente”. Il disegno politico di Civati guarda anche ai dissidenti del Movimento Cinque Stelle: “Sono rimasto deluso da Pizzarotti, pensavo dimostrasse più coraggio.

CGIL E SCIOPERO – “È la prima volta che vado a una manifestazione della Cgil in cui non solo non siamo con loro, ma addirittura siamo oggetto degli attacchi. Quindi è chiaro che le persone più note e che hanno magari qualche responsabilità in più sono più fischiate delle altre”, ha aggiunto Civati commentando il rapporto fra Pd e Cgil alla luce dello sciopero generale con i fischi indirizzati a Massimo D’Alema. “C’è molta tensione e molta incomprensione anche tra gli elettori del Pd che ho incontrato a Milano. Io ho avuto un’accoglienza un po’ migliore, ma c’è molto spaesamento, le persone non si sentono rappresentate e ci individuano anche come un problema”.