Pistola in aula, “studenti soldato” nelle scuole italiane: accordo tra Gelmini e La Russa

Pubblicato il 21 Settembre 2010 19:06 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2010 19:52

italiani afghanistanStudenti addestrati come soldati, futuri militari che si formano non più nei Car (Centri addestramento reclute) ma negli edifici scolastici. Tutto questo sarà possibilie grazie a un accordo raggiunto tra Maria Stella Gelmini (ministro dell’Istruzione) e Ignazio La Russa (ministro della Difesa).

Un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana ha infatti rivelato che i due ministri hanno firmato un protocollo che istituirà un corso denominato “alleati per la vita”.

Il corso, che sarà valido come credito formativo, punta a lezioni di “pratica del mondo sportivo militare”. Cosa dovranno dunque fare gli studenti delle scuole superiori? Saranno divisi in pattuglie e riceveranno lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi “ginnico-militari”: arrampicata, nuoto e salvataggio e orienteering. Qui però la circolare contine un errore, visto che è scritto “orientiring”.

Secondo Famiglia Cristiana l’obiettivo dichiarato dai firmatari del testo sarebbe quello di “instaurare negli studenti la conoscenza e l’apprendimento della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale” nonché “di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al ‘bullismo’ grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”.

Una motivazione, specie quella sul bullismo, che non convince appieno: lo spirito cameratesco che si respira nelle caserme che porta a episodi di “nonnismo” non è forse assimilabile al comportamento dei bulli?