“Indegni” per Polverini, Batman e Ulisse non si rassegnano: “Me ri-can-di-do!”

Pubblicato il 25 settembre 2012 9:53 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 9:53
satirycon in regione lazio

La festa per il ritorno di Ulisse, alias De Romanis

ROMA – Indegni li ha giudicati Renata Polverini annunciando le sue dimissioni. Ma loro, quelli del Pdl Lazio, di mollare non hanno nessuna intenzione, anzi rilanciano. “Me ri-can-di-to capito!” scandisce Franco Fiorito, detto Batman ma senza l’articolo “er” davanti che lui è di Anagni e a Anagni non si usa. Non si rassegna. “D’altra parte, perché nun dovrei? Nun so’ mica un ladro, io!”: dovrà spiegare ai magistrati qualche faccenduola tipo bonifici all’estero e fatture non esattamente immacolate, la “ggente” qualche idea se l’è già fatta, ma non si sa mai.

Anche De Romanis, interpellato da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera fa parte del drappello di irriducibili. E’ l’Ulisse della festa “grotesque” organizzata per il suo ritorno a Roma. E’ un filo più imbarazzato di Batman, non è momento di interviste questo,  se lo sa il suo avvocato sono guai. Però, insomma, a pensarci bene: “Sì, certo che mi vorrei ricandidare…. è il mio lavoro, la politica, no?”. E’ il suo lavoro?

Anche il successore per pochi attimi di Batman quale capogruppo non ha dubbi. Francesco Battistoni si vanta di aver scoperchiato il verminaio, Polverini gli ha dato senza neanche troppi giri di parole del giocatore sleale per puro carrierismo, fatto sta che il suo incarico è durato pochissimo, è finito prima ancora che Polverini togliesse il disturbo. Lui non demorde, guarda avanti, c’è un posto di sindaco in palio a Viterbo, correrà per vincere: “Me lo meriterei, diciamo la verità”. E diciamola allora la verità.

Chiara detta Chiaretta Colosimo è stata l’ultima scelta, la gioia di esser diventata capogruppo gli è rimasta in gola, neanche il tempo di festeggiare che Polverini ha azzerato tutto. ma a 26 anni il tempo gioca a suo favore. I tempi di quando faceva la cubista al Gilda sono lontani. Oggi la sua vocazione, il suo mestiere è un altro. La politica certo, vita di sezione (e pazienza se ti ritraggono davanti alle frasi di Codreanu, il fondatore della Guardia di Ferro, nazisti rumeni ma tanto tanto timorati di Dio e poi son cose di 60 anni fa). Si ricandiderà: “Embé… sì, per forza! È il mio lavoro, ormai!”. Non si capisce bene se il suo lavoro sia la politica o la candidatura, ma fa lo stesso. E’ commovente constatare che esistono ancora persone per cui la politica è tutto, ma proprio tutto. Senza non saprebbero cosa fare, come vivere.