Scontro tra soprintendenti e Bondi: “Basta con la cultura dell’emergenza”. E Granata: “Lui è il peggior ministro di sempre”

Pubblicato il 16 Novembre 2010 21:33 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 21:57

Sandro Bondi

E’ scontro tra il ministro della Cultura Sandro Bondi e i soprintendenti: in 17 hanno sottoscritto una lettera in cui lo accusano di aver fatto della “salvaguardia della cultura” un “concetto mediatico” e, con i suoi tagli, di aver provocato danni come il crollo a Pompei della Domus Gladiatoria. Piccata la replica del ministro, che in una nota considera “gravissima” una lettera che “accredita una responsabilità politica” nel cedimento della struttura nel sito di Pompei. Quasi profetico il commento del finiano Fabio Granata: “Solo la crisi di governo salverà Sandro Bondi dalla sfiducia individuale. Lui è il peggior ministro di sempre”.

La lettera dei soprintendenti. “E’ ora che la cultura dell’emergenza ceda il passo a quella della manutenzione, ordinaria e straordinaria, a cura delle strutture e degli staff tecnico-scientifici che quei monumenti, quei siti, quei musei conoscono e tutelano”. E’ il passo di una lettera inviata oggi al ministro dei beni culturali Sandro Bondi da 17 soprintendenti archeologi del ministero, tra cui Jeannette Papadopoulos, dai primi di ottobre responsabile ad interim della soprintendenza di Pompei.

“La valorizzazione come concetto mediatico – sottolineano al ministro i suoi soprintendenti – non può sostituirsi al paziente e faticoso lavoro di monitoraggio, consolidamento e restauro, che per definizione è poco visibile e quindi poco mediatico”. La lettera dei soprintendenti parte dalle dichiarazioni fatte dal ministro Bondi nell’intervista ad un quotidiano all’indomani del crollo della Schola Armaturarum di Pompei. In quell’intervista, ricordano i funzionari, il ministro puntava il dito sui soprintendenti e sulla loro mancanza di managerialità. Loro ribadiscono sottolineando i “pesanti tagli che soprattutto a partire dalle leggi degli ultimi anni, hanno aggredito e ridotto un bilancio complessivo gia’ inadeguato”.

Tagli, sottolineano “accompagnati da riduzioni del personale e blocco delle assunzioni, compresi i tecnici di alta qualificazione; nonché dal contestuale appesantimento di normative e procedure di spesa che in tutti i settori del pubblico impiego – e massimamente nel settore dei beni culturali”. Emblematico il caso di Pompei , scrivono, dove “l’incidenza dei tagli ha prodotto i suoi effetti” insieme alla decisione di commissariare il sito archeologico con ”figure professionali diverse dai tecnici specializzati (prima un prefetto in congedo, poi un funzionario della Protezione Civile)”.

I soprintendenti ammettono che nelle soprintendenze c’e’ un problema di spesa, problema che l’introduzione delle direzioni regionali non ha risolto. I commissariamenti pero’, dicono, ”non comportano necessariamente un incremento della managerialità, tanto più se disgiunta dalla tecnicità (altra cosa è l’affidamento di incarichi speciali a tecnici specialisti del settore)”. Deve esserci, concludono i soprintendenti, ”un quadro di miglioramento dell’attività di tutela nel suo complesso, che non esautori i dirigenti tecnici del Ministero, ma ne ascolti le difficoltà e le proposte, nell’unico interscambio possibile per migliorare le condizioni del patrimonio culturale del nostro Paese”.

Bondi: “Lettera gravissima”. La replica del ministro è affidata alla seguente nota: “La lettera resa pubblica da parte di alcuni soprintendenti è gravissima per tre ragioni: in primo luogo perché alimenta e cerca di accreditare la convinzione di una responsabilità politica nel cedimento di una ricostruzione in cemento armato a Pompei; in secondo luogo perché i fondi a Pompei ci sono sempre stati ed è mancata la capacità di spenderli in maniera adeguata; infine perché i commissari hanno sempre operato in totale sintonia con i soprintendenti”.

Granata: “Bondi, il peggiore di sempre”. “Solo la crisi di governo salverà Bondi dalla sfiducia individuale” afferma l’esponente di Futuro e libertà, argomentando così il suo giudizio: “Ciò che va emergendo dalle inchieste e dalla ricostruzione dei fatti conferma la sua pesante e diretta responsabilità politica. In Italia il patrimonio e le attività culturali non possono essere lasciate ancora nelle mani di Bondi, oggettivamente il peggior ministro di sempre. Per fortuna, la nuova fase politica che si apre ce ne libererà”.