Ponte Morandi, decreto fermo alla Ragioneria di Stato: “Spazi vuoti al posto delle cifre”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2018 8:01 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 8:07
Ponte Morandi, decreto Genova fermo alla Ragioneria di Stato: "Giunta versione molto incompleta" (foto Ansa)

Ponte Morandi, decreto Genova fermo alla Ragioneria di Stato: “Giunta versione molto incompleta” (foto Ansa)

GENOVA – Spazi vuoti, anzi dei puntini, al posto delle cifre, delle coperture necessarie per la ricostruzione del ponte Morandi. E così il decreto Genova è fermo, anche se il Governo smentisce. “La Ragioneria Generale dello Stato non ha bloccato il decreto, ma lo sta sbloccando”. Così dicono dal Mef. Il decreto – viene spiegato dallo stesso Mef – è arrivato “senza alcuna indicazione degli oneri e delle relative coperture”. E che “i tecnici della RGS stanno lavorando attivamente per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture da sottoporre alle amministrazioni proponenti”.

“A volte – spiegano fonti dal Mef – le carenze riguardano parti limitate di un provvedimento che si risolvono un maniera più semplice. In questo caso il decreto legge è giunto agli uffici del Mef in una versione molto incompleta”.

Le fonti Mef spiegano che “soltanto così (individuando le coperture. ndr) il decreto può essere bollinato e trasmesso al Quirinale per la promulgazione”.

“Non so a che punto sia il Decreto. Un giorno più o in meno non importa, conta quello che c’è dentro”, ha detto il commissario per l’emergenza e presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha aggiunto: “Ormai questo sembra il decreto desaparecido”. “Dal primo ottobre saremo al ponte a guardare se sono iniziati i lavori. Genova si aspetta che questo avvenga, è il messaggio della città al Governo”,  ha detto il sindaco Marco Bucci a un convegno della Cgil sul futuro della città. “Non accetteremo un decreto a metà” ha aggiunto il sindaco. Che poi ha detto: “Il decreto Genova è fermo alla Ragioneria dello Stato? “Chissà dov’è, non ne so assolutamente nulla. Io so che ho suggerito al Governo tutto quello che serve alla città di Genova per il decreto, il Governo mi ha assicurato che sarebbero stati inseriti nel decreto. Da quel momento in poi, io il decreto non l’ho visto e aspetto di vederlo. Io so che – ha spiegato – se il decreto ha tutto quello che abbiamo chiesto, bene. Se non è così, torneremo a Roma, perché vogliamo che tutto quello che abbiamo chiesto sia inserito”.