Ponte Morandi: demolizione 15 dicembre (?). Quello nuovo giugno 2020. Dicevano 2019…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2018 13:28 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018 15:43
Ponte Morandi: demolizione 15 dicembre (?). Quello nuovo giugno 2020. Dicevano 2019...

Ponte Morandi: demolizione 15 dicembre (?). Quello nuovo giugno 2020. Dicevano 2019…

ROMA – In attesa che il decreto Genova diventi legge con l’approvazione in Senato, il sindaco e commissario straordinario per la ricostruzione di Ponte Morandi a Genova detta i tempi. Marco Bucci indica la metà di dicembre prossimo come momento per dare il via alla demolizione e fissa l’obiettivo per riconsegnare alla città il nuovo viadotto autostradale alla metà del 2020.

Tra il dire – cioè il 15 del mese prossimo per la demolizione – e il fare – cioè l’attesa per il dissequestro dell’area da parte dell’autorità giudiziaria, la scelta del progetto, l’invio del dossier alla stessa autorità per includere il parere di procuratore e gip – c’è tuttavia di mezzo un mare di incognite. A tre mesi dal crollo non esiste ancora un quadro legislativo completo perché un emendamento non è una norma, non un progetto delineato, non un appaltatore investito del compito. Del resto, anche sul nuovo ponte, prima della nomina del commissario, era stato assicurato dal Governo il 2019 come dead line per la consegna.

“Le aziende hanno già presentato i progetti ma noi non abbiamo ancora scelto chi se ne occuperà. Lo faremo appena il decreto sarà convertito in legge”, dice Bucci, descrivendo la prima delle incognite temporali. Ci sarà un affidamento senza gara, sfruttando una normativa Ue che lo consente (ma il presidente dell’Anticorruzione Cantone aveva già espresso le sue riserve su questa modalità): si rischiano abusi e pastrocchi, ma soprattutto si annuncia una pioggia di ricorsi. 

Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera segnala come la città avrebbe “il diritto di sapere”. E cita le parole dell’ingegnere Antonio Brencich subito a ridosso del crollo quando la Società Autostrade ancora prometteva la ricostruzione in cinque mesi: “Ci voglion mesi solo per aprire il cantiere di demolizione di quello che esiste. Mesi per aprire il cantiere di costruzione, gli alloggi per gli operai, le centrali del betonaggio… I tempi qua si misurano in anni. Se fosse tutto finito fra quattro anni sarebbe un esempio di velocità”. Per concludere: “Non si illude così una città”.