Ponte Morandi, un altro indagato al Mit. Ed è stallo sulla nomina di Gemme a commissario

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2018 21:45 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 23:43
Ponte Morandi, un altro indagato al Mit. Ed è stallo sulla nomina di Gemme a commissario

Ponte Morandi, un altro indagato al Mit. Ed è stallo sulla nomina di Gemme a commissario (Foto Ansa)

GENOVA  –  C’è un nuovo indagato nell’ambito dell‘inchiesta sul crollo del ponte Morandi avvenuto lo scorso 14 agosto a Genova e costato la vita a 43 persone. Si tratta di un dirigente del ministero delle Infrastrutture.

La nuova iscrizione nel registro degli indagati è nata dopo l’interrogatorio del funzionario della Divisione 1 Bruno Santoro, avvenuto sabato. Sale così a 21 il numero delle persone indagate, tra ministero delle Infrastrutture, Autostrade, Spea e Provveditorato, oltre a due società, Aspi e Spea. 

Il nuovo indagato per il crollo del ponte Morandi sarebbe un dirigente della Divisione 4. Il funzionario ha ricevuto l’avviso in queste ore per consentirgli di partecipare all’incidente probatorio. Proprio domani, martedì 2 ottobre, è previsto il primo sopralluogo nell’hangar dove sono custoditi i reperti già raccolti e catalogati dal giorno della tragedia.

Sabato 29 settembre Bruno Santoro aveva indicato proprio la Divisione 4, diretta da Giovanni Proietti, visto che è competente su analisi e investimenti dei progetti. 

Intanto la nomina del commissario attesa per lunedì primo ottobre non è arrivata. Sul nome del manager di Fincantieri Claudio Andrea Gemme, che dovrebbe occuparsi dell’importante fase della ricostruzione, pare non ci sia totale convergenza. Eppure in mattinata il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, tra gli sfollati del ponte Morandi, aveva rassicurato sul nome di Gemme, confermandolo, ma sottolineando che non c’era nessun ripensamento, almeno, “non da parte mia”.

I malumori che ritarderebbero la firma del decreto da parte del premier Giuseppe Conte infatti sarebbero in casa M5S. “Tutti hanno fatto uno due tre passi indietro. Qui si tratta di demolire e ricostruire al di là dei colori politici”, l’auspicio di Salvini a Genova.

Ingarbugliata appare anche la vicenda delle risorse stanziate per Genova dal decreto del Governo. Fondi che il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, giudica insufficienti. “Il decreto si deve cambiare – dice Toti – c’è bisogno di più risorse, sono sicuro che in Parlamento si potrà fare qualcosa, me lo auguro, poi ciascuno si prenderà le sue responsabilità”.