Ponte sullo Stretto, la ministra De Micheli: “Commissione per capire: meglio ferrovia, strada, pista ciclabile?”. Ironia social

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2020 9:13 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2020 9:13
Ponte sullo Stretto, la ministra De Micheli: "Commissione per capire: meglio ferrovia, strada, pista ciclabile?". Ironia social

Ponte sullo Stretto, la ministra De Micheli (nella foto Ansa): “Commissione per capire: meglio ferrovia, strada, pista ciclabile?”. Ironia social

Ironia social, e non solo, da parte di opposizione e governo sulle parole della ministra Paola De Micheli sul ponte sullo Stretto, la commissione e la pista ciclabile

“Abbiamo istituito una Commissione per capire quale è lo strumento migliore per collegare la Sicilia alla Calabria. Per collegarle su ferro, su strada e con una pista ciclabile”: il tweet della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli sul ponte sullo Stretto ha ovviamente scatenato un putiferio. 

Da chi ironizza sulle piste ciclabili a chi si domanda come sia possibile che, dopo tutti questi anni passati a parlare di ponte sullo Stretto, ci sia ancora bisogno di istituire una commissione. E le battute non mancano nemmeno dai colleghi di governo. 

Nel suo tweet la ministra pone anche il problema della sostenibilità economica ma ormai sono tutti distratti a fare ironia.

Ironia social sulle parole di De Micheli sul ponte sullo Stretto

L’hashtag #pontesullostretto diventa virale e vengono bersagliati i post della ministra da Twitter a Facebook.

Molti prendono di mira proprio la pista ciclabile, che pure fa parte dei ponti più importanti del mondo, da quello di Brooklyn a New York al Golden Gate di San Francisco, passando per il ponte sul fiume Yangtze in Cina. Ma certo stride la proposta se fatta per regioni in cui mancano autostrade e binari per i treni.

Un utente scrive: “La pista ciclabile sullo stretto è un’idea grandiosa. Se poi si potesse percorrere anche con i monopattini e i banchi a rotelle diventeremmo un esempio per tutto il mondo”.

Ma anche il collega di De Micheli Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud, twitta critico: “Non voglio citare il ponte sullo stretto di Messina su cui si esercita la fantasia dei miei colleghi di governo: ora dopo il ponte ci sarà il tunnel, le piste ciclabili, arriverà anche il monopattino, e spero che nessuno proponga la funivia o la catapulta”.

L’ironia dell’opposizione

L’occasione non poteva sfuggire all’opposizione. Giorgia Meloni critica il governo e chiede: “Ma la pista sarà omologata anche per i banchi a rotelle?”.

La capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, domanda: “Il ministro De Micheli deve decidere qual è la soluzione migliore per lo stretto di Messina e parla di un comitato di esperti per capire come collegare la Sicilia e la Calabria su ferro, su strada o con una pista ciclabile. Quest’ultima immaginiamo per i monopattini: ma il teletrasporto no?”.

Più ‘formale’ la posizione espressa da Raffaella Paita (Iv): “Premesso che a noi le piste ciclabili piacciono e quindi non avremmo niente in contrario se sul Ponte ce ne fosse una, tirare in ballo un progetto diverso da quello già pronto comporta rimettere in discussione tutto quello che è stato deciso fin qui”.

“Seppure banale – dice anche Gabriella Giammanco, portavoce di Forza Italia in Sicilia e vice Presidente del Gruppo al Senato – non trovo ridicola la proposta del ministro de Micheli ma credo che questo sia l’ultimo aspetto su cui dover dibattere. Sarebbe prima opportuno decidere definitivamente di avviare i lavori per la realizzazione del Ponte”, ripartendo dal progetto varato al tempo del governo Berlusconi.

Le parole del sindaco di Messina

Chiosa il sindaco di Messina, Cateno De Luca: “La pista ciclabile sul Ponte di Messina? Penso che sarebbe molto più affascinante e più realistico pensare agli asini volanti che attraversano lo Stretto di Messina, come tutti quegli asini politici che in questi decenni hanno ipotizzato, anzi hanno prospettato la realizzazione del ponte che poi purtroppo, per varie vicissitudini, ha semplicemente prodotto centinaia di milioni di euro di danni”. 

E la giornalista Barbara Jerkov, sempre su Twitter, domanda: “Una commissione? dopo mezzo secolo di progetti finanziati, presentati e mai presi in considerazione? una commissione??????”. (Fonti: Ansa, Twitter)