Pontida, Salvini pronto a referendum su tutto: sicurezza, legge elettorale. Insulti a Mattarella? “Sbagliati i toni”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 15 Settembre 2019 15:14 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2019 15:46
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Il leader della Lega Matteo Salvini al raduno di Pontida (Foto ANSA)

ROMA – Matteo Salvini da Pontida promette battaglia al governo Conte bis su tutto. Dalla legge elettorale allo smontaggio del decreto legge Sicurezza, il leader della Lega è pronto a lanciare il referendum anti-inciucio tra Pd e M5s. Il clima intanto si riscalda nel raduno dei leghisti, tra cori da stadio, aggressioni ai giornalisti e insulti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E su quest’ultima situazione, Salvini si limita a dire: “Sbagliati i toni”, quasi a non voler condannare i contenuti delle rappresaglie.

Salvini a Pontida: “Mai vista così grande”

Il leader della Lega è arrivato intorno alle 10 del 15 settembre a Pontida, per il tradizionale raduno del Carroccio. Salvini è salito sul palco per salutare i militanti, che lo hanno accolto urlando “Matteo, Matteo”. Arrivato al pratone ha dichiarato: “Vengo qui da 26 anni e una giornata così non l’ho mai vista, colonne enormi di auto, di pullman. Qualcuno immaginava una giornata triste, invece sarà una Pontida mai vista. Vogliamo un governo del popolo contro un governo del palazzo”. 

In prima fila, tra quelle della Lega Nord e di Salvini premier, sventolano anche due bandiere dell’Italia. Sul fondale del palco campeggia lo slogan “La forza di essere liberi”, sovrastata da una striscia tricolore. E tra partecipanti compare anche una effige del cuore Immacolato di Maria.

Salvini pronto al referendum…su tutto

Salvini si prepara al referendum praticamente su tutto. Con gli alleati del centrodestra, l’obiettivo è contrastare la riforma della legge elettorale: “Io voglio che ogni italiano sappia per chi vota, senza che ci siano partitini che tengono in ostaggio il Paese”.

Poi commentando lo sbarco dei migranti della Ocean Viking a Lampedusa, ha detto: “Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi. Lo vedremo nelle prossime settimane. Le ong hanno festeggiato. Se smonteranno il decreto sicurezza sarà un’altra occasione di referendum, perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo. Sull’immigrazione la vede grigia nei prossimi mesi, la vedo male”.

Salvini: “Rispetto per Mattarella, ma ha fatto scelte che…”

Dal leader leghista che ha fatto cadere il governo di cui era ministro, arriva una difesa a Sergio Mattarella, chiamato a rispettare le decisioni degli italiani con il voto delle elezioni politiche del 2018. Un voto in cui i primi due partiti a ricevere più voti sono stati M5s e Pd, terza invece la Lega. Inutile tentare di spiegare che la decisione di Mattarella rispecchia, in effetti, l’espressione del voto della maggioranza degli italiani e dunque la tanto cara “volontà popolare” proclamata dai leghisti.

Per i giovani a Pontida, conta solo la parola di Salvini, che finge di placare la polemica ma poi dimentica i risultati e rincara: “Possono essere sbagliati i toni, bisogna sempre portare rispetto. Sicuramente sono state fatte scelte che non corrispondono alla volontà popolare. Io però non uso l’insulto e propongo agli italiani un cambiamento”.

Salvini contro tutti: Di Maio, Raggi e Zingaretti

Dal palco di Pontida, Salvini attacca prima Di Maio per le possibili alleanze alla regionali in Umbria: “Di Maio è evidentemente disperato e supplica il Pd per evitare che M5S possa sparire anche in quella regione. Fortunatamente i cittadini umbri potranno votare, a differenza degli altri Italiani, e quindi chi ha preferito la poltrona alla dignità ha le ore contate. Pd e M5S non possono scappare dai cittadini per sempre. Dopo 50 anni di sinistra, in Umbria c’è voglia di cambiare: non c’è trucco di palazzo che possa evitarlo”.

Poi se la prende con il sindaco di Roma Virginia Raggi e con il governatore della Regione Lazio, nonché segretario del Pd, Nicola Zingaretti, accusandoli di “aver conciato così” la Capitale.

Pontida e tensioni, aggressioni e insulti ai giornalisti

Il clima a Pontida non è esattamente rilassato. I militanti leghisti acclamano il loro leader, ma accolgono con fischi e insulti i giornalisti. Un reporter di Repubblica è stato aggredito con pugni alla telecamera, mentre all’arrivo del giornalista Gad Lerner si sono alzati fischi e insulti: “Massone, straccione, vai a casa, figlio di cento padri, spargi sempre merda su di noi, oggi sei tu che hai la merda, provocatore”. I contestatori lo hanno seguito minacciosamente sino all’area stampa, allestita a fianco del palco dove più tardi prenderà la parola Salvini. (Fonte ANSA)

(Fonte Agenzia Vista/ Alexander Jakhnagiev)