Pontinvrea, il paese del sindaco leghista “zero tasse, zero migranti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 14:16
Pontinvrea, il paese del sindaco leghista "zero tasse, zero migranti"

Pontinvrea, il paese del sindaco leghista “zero tasse, zero migranti”

ROMA – A Pontinvrea in provincia di Savona, 870 anime nell’entroterra ligure, già montagna anche se il mare è a soli 15 km, non ci sono migranti a parte due famiglie. A Pontinvrea le tasse locali non si pagano, 100 euro in meno a residente senza Tari, Imu e Tasi. Il sindaco i 140mila euro che servono a finanziare la detassazione li recupera sforbiciando qua e innovando là.

Già il sindaco: si chiama Matteo Camiciottoli, leghista duro e puro, in paese come politico c’è solo lui. Alla lettera: è stato votato con il 93% dei consensi, di manifesti elettorali visibili in piazza ce ne sono solo due, “Stop Fornero” e “Stop invasione” con Salvini premier sotto.

A livello nazionale di Camiciottoli si conosce solo un post in cui augurava a Laura Boldrini la stessa sorte della ragazza stuprata Rimini e il fato che ha querelato Enrico Mentana che lo ha definito un cretino per quel post. Niccolò Zancan de La Stampa, evadendo dalle rotte comuni, è andato a vedere perché a Pontinvrea un sindaco leghista, hater a tempo perso, sia anche così amato. Zero tasse e zero migranti. Fatti non parole.

Eppure sono ancora tutti con lui. Qui in paese. Anche quelli che non osano votare Lega alle elezioni Politiche, come la signora Laura Pastorino: «Ho votato questo sindaco. Ma non posso votare Matteo Salvini. Ho un genero romeno, ho amici di tutto il mondo, mia figlia si è laureata in mediazione interculturale. Se penso alle elezioni del 4 marzo, sono molto triste. Non so cosa fare».

[…]  E poi, sì, niente più Imu, Tari e Tasi: un taglio da 140 mila euro su un bilancio da 1 milione all’anno per le casse comunali. Come è stato possibile? «Ho risparmiato 30 mila euro con l’illuminazione a led, 60 mila euro copiando la raccolta differenziata virtuosa del Comune toscano di Capannori, 50 mila con l’affitto della vecchia casa di riposo in disuso». Così risponde il sindaco Camiciottoli, nato a Genova da una famiglia di ristoratori. Ecco perché in molti qui credono ai miracoli. (Niccolò Zancan, La Stampa)