“No prescrizione dopo il rinvio a giudizio”: proposta del procuratore Pignatone

Pubblicato il 22 luglio 2012 12:15 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2012 12:35
Giuseppe Pignatone

Giuseppe Pignatone (LaPresse)

ROMA – Niente prescrizione dopo il rinvio a giudizio. Questa la proposta di Giuseppe Pignatone, il procuratore di Roma, che in un’intervista al Corriere della Sera definisce la corruzione ed i crimini economici come la “vera emergenza”, specialmente in tempo di crisi.

Pignatone ha dishciarato: “Sarebbe ora di valutare seriamente la possibilità che la prescrizione non operi più dopo il rinvio a giudizio, insieme all’introduzione del reato di auto-riciclaggio”. Per il procuratore ormai si deve parlare ”di vera e propria criminalità economica che non si ferma ai reati contro la pubblica amministrazione, ma comprende anche le grandi frodi in danno di soggetti pubblici e privati, l’evasione, le bancarotte fraudolente e i reati societari”.

Situazione ”aggravata” dal fatto che ”i cittadini non avvertono l’importanza di questa emergenza” e ”capita che imputati di frodi fiscali da centinaia di milioni vengano tranquillamente accettati nei consessi della società civile come niente fosse”. Per Pignatone ”non esistono santuari inviolabili” e non è vero che Roma sia ‘il porto delle nebbie’: ”Ho trovato – sottolinea magistrati di eccezionale professionalità”.

Quanto al caso di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, Pignatone sottolinea che l’accusa di calunnia  ”è scattata perché sulla base di elementi concreti riteniamo falsa l’affermazione che alti esponenti del suo ex partito avessero condiviso la decisione di comprare beni per sé e i suoi familiari e di procedere a false fatturazioni” ma ”le verifiche sono ancora in corso e vedremo”.

In ogni caso ”il nostro compito non è sindacare su spese di natura politica come cene elettorali” ma ”di concentrarci su fatti di appropriazione indebita e sull’associazione per delinquere”.

Quanto allo Ior, al centro di altre indagini della procura di Roma, ”noi indaghiamo su episodi specifici di riciclaggio sul territorio italiano e di recente è stato arrestato un parroco che ha utilizzato un conto di quella banca per fini ritenuti illeciti. Su altri fatti procedono gli accertamenti”.