Presidente Corte Costituzionale: “Parlamento riconosca diritti coppie gay”

Pubblicato il 12 Aprile 2013 11:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2013 12:31
Presidente Corte Costituzionale: "Parlamento riconosca diritti coppie gay"

Il presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo (Foto Lapresse)

ROMA – Il Parlamento riconosca i diritti delle coppie gay. L’invito giunge niente di meno che dal presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, che sollecita una ”regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni”.

Troppi gli inviti alle Camere rimasti ”finora inascoltati’‘, secondo Gallo che, a titolo esemplificativo, cita appunto quello contenuto nella sentenza 138/2010. ”In tale pronuncia – ha spiegato – la Corte ha escluso l’illegittimità costituzionale delle norme che limitano l’applicazione dell’istituto matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo ha affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere il riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Ha perciò affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni”.

Per la Corte il dialogo ”si presenta a volte più difficile proprio con il soggetto che della Corte dovrebbe essere il naturale interlocutore, e cioè il legislatore”, è stato il monito di Gallo.

”Questa difficoltà – ha aggiunto – emerge in particolare nei casi in cui la Corte solleciti il legislatore a modificare una normativa che ritiene in contrasto con la Costituzione. Tali solleciti non possono essere sottovalutati”.

Il numero uno della Consulta ha poi parlato anche di legge elettorale: ”E’ appena il caso di menzionare l’altra raccomandazione, tanto spesso richiamata nelle più diverse sedi politiche, a modificare la vigente legge elettorale”, ha detto Gallo riferendosi agli appelli rivolti alle Camere che spesso non si sono tradotti in riforme e ricordando alcune sentenze della Corte, Gallo ha sottolineato che la Consulta ”ha invano sollecitato il legislatore a riconsiderare gli aspetti problematici della legge” elettorale, ”con particolare riguardo all’attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti e/o seggi”.