Presidente Repubblica, Berlusconi: Antonio Martino candidato. Lui: Scherzo da prete

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Gennaio 2015 18:07 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2015 18:53
Presidente della Repubblica, Berlusconi: "Antonio Martino candidato dei moderati"

Antonio Martino con Silvio Berlusconi nel 2005, quando era ministro della Difesa (LaPresse)

ROMA – Presidente della Repubblica: il primo nome lo fa (e lo brucia) Silvio Berlusconi. È quello del ministro degli Esteri del primo governo Berlusconi Antonio Martino, 72 anni, ex Pli, tessera numero 2 di Forza Italia (quella del 1993), ministro della Difesa dal 2001 al 2005 nel Berlusconi II.

Sarà il primo nome dei moderati per le prime tre votazioni, per poi arrivare alla quarta con un nome condiviso con il Pd”, spiega lo stesso capo di Forza Italia, ora più che mai al centro delle operazioni che porteranno all’elezione del successore di Napolitano.

Il nome di Martino viene fatto da Berlusconi al termine della riunione al Senato fra i vertici di Forza Italia e quelli del Nuovo Centrodestra. Ma lo stesso Martino, raggiunto da Radio 24, non sembra aver gradito modi e tempi con i quali è stato fatto il suo nome: “Non lo sapevo, mi sembra uno scherzo da prete”.

Anche la versione di Alfano è differente da quella di Berlusconi: “Oggi non abbiamo fatto nomi per il Colle Aspettiamo che si concludano questi delicatissimi giorni in Parlamento sulle riforme e sulla legge elettorale”.

Fatto sta che l’ex presidente del Consiglio sta giocando la sua partita su più campi. Mentre a sinistra offre al premier Matteo Renzi 45 dei suoi 60 senatori per far passare la riforma della legge elettorale, l’Italicum, nonostante l’opposizione della minoranza del Pd e della minoranza di Forza Italia guidata da Fitto, a destra Berlusconi ha ricucito i rapporti con il suo ex delfino Angelino Alfano, capo del Nuovo Centrodestra.

E proprio con Alfano Berlusconi vorrebbe arrivare a un nome condiviso, fuori dal recinto del centrosinistra, da sottoporre al Pd di Renzi, momentaneamente indebolito dai conflitti interni al centro (Senato, riforma elettorale, Jobs Act) e in periferia (vedi caso Cofferati in Liguria). Un nome, quello che proporranno Forza Italia e Ncd, che in ogni caso non sarà quello di Antonio Martino, candidato per essere bruciato sull’altare del “Nazareno 2.0”.