Biancofiore racconta: “Lo strappo di Prestigiacomo e Carfagna? Colpa degli ex An”

Pubblicato il 11 Gennaio 2011 17:32 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2011 17:54
Stefania Prestigiacomo furiosa contro lo strapotere dei coordinatori del Pdl? L’ira di Mara Carfagna dovuta all’arroganza di Nicola Cosentino in Campania? Tutto falso, almeno nella versione dei fatti, decisamente più edulcorata, fornita da un’altra parlamentare berlusconiana, amica personale delle due ministre.

Michaela Biancofiore racconta in un’intervista al settimanale “A” che il problema sono gli ex An, particolarmente “voraci” di potere: “Mara ha problemi con Cirielli, io con Gasparri, Stefania con La Russa. Vede, il loro sfogo doveva servire a lanciare un messaggio. A far capire al presidente che lo rivogliamo alla guida, al timone. È lui il comandante e tocca a lui tornare a governare anche il partito. Deve farlo perché gli ex An sono voraci, hanno approfittato delle deleghe, degli spazi, della fiducia che hanno ricevuto dal premier. Ma ora è il momento che torni e rimetta le cose a posto”.

“Ho sentito tante bugie – continua Biancofiore -. Che il presidente non è andato al compleanno di Mara, che ha negato un incontro a Stefania, che non le ha nemmeno chiamate per gli auguri di Natale… Chiacchiere. Chi dice questo non ha capito nulla, non sa che Silvio è con noi e noi con lui. Sì, siamo la Berlusconi Generation”.

Ora, dopo lo strappo, Carfagna e Prestigiacomo cercano di ricucire: “Io rimango perché di lui mi fido – ha confessato alla deputata il ministro per le Pari Opportunità -, mi sono sempre fidata e non smetterò mai di ringraziarlo per la fiducia che mi ha accordato”. E la Prestigiacomo avrebbe detto: “Sono nata politicamente con Berlusconi, morirò politicamente con Berlusconi”.

Un segnale di fedeltà assoluta che arriva nel momento più adatto. Berlusconi si fida poco di molti dei suoi e le “sue” donne ora si compattano accanto a lui. La Biancofiore continua: “Anche lui non ama più il Pdl, non ama un partito sfregiato dalle logiche correntizie. Fonderà un nuovo partito. Con ruoli più chiari. Magari anche un nuovo nome”. E scommette su “Italia”.