Napoli, cinesi in fila, militanti Pdl alle urne, soldi fuori dai seggi. Le “ombre” sulle primarie del Pd

Pubblicato il 25 Gennaio 2011 11:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2011 15:24

Andrea Cozzolino

NAPOLI – Andrea Cozzolino, ex vicepresidente della Regione Campania, ha vinto le primarie del Pd, e nel centrosinistra napoletano si scatena la polemica. Lo sconfitto, l’ex sottosegretario agli esteri Umberto Ranieri, ha detto di ritenere anomali i risultati di alcune sezioni e per questo presenterà ricorso: timori condivisi anche da Walter Veltroni che, come ha scritto Conchita Sannino su Repubblica, ha commentato con una battuta: “C’erano anche cinesi in fila per votare”.

La Sannino ha raccontato quali sono stati “anomalie e dubbi concreti”: “Il voto bulgaro in alcune sezioni, come a via Janfolla a Miano, periferia nord, dove Cozzolino ha incassato ben 1067 voti su meno di 2mila elettori delle primarie; un seggio in cui, ciascun elettore avrebbe impiegato 31 secondi per entrare, votare ed uscire. Ancora: nell’area orientale della città, a Barra, un consigliere di municipalità del centrodestra e simpatizzanti del Pdl si infilano alle urne: Altri che escono e ricevono 10 euro o 5 euro. E poi il boom a Scampia o Marianella, in cui il Pd è ormai debolissimo. Così nel comitato di Ranieri girano battute al vetriolo. «Tommi Tommi di “rione Siberia” ha battuto il giurista Casavola». Oppure. «Il botto lo ha fatto Michél, quello di Miano». Tradotto: i capibastone dei rioni ad alta percentuale di illegalità, vicini a Cozzolino, l´hanno avuta vinta sull´appello degli intellettuali per Ranieri. Tommi? Michel? Sigle suggestive”.

La Sannino “traduce” le identità per i lettori: “Tommi Tommi è Tommaso Iavarone, ex ragazzo del Pci, poi finito in carcere per droga e infine assunto in una società partecipata della Regione proprio quando brilla la stella dell’ex assessore Cozzolino. Oggi quel Tommi conferma il maxi consenso per Cozzolino e attacca: «Ma perché quando Scampia e Secondigliano votavano in massa per il deputato Ranieri erano voti puliti e adesso puzzano? Spiegatemi». Così anche Michel, al secolo Michele Di Prisco, figlio di un ex notabile della Dc del luogo. «Anche Ranieri ci aveva chiesto il voto, ma ci ha deluso»”.