Primarie Pd Modena e Reggio: “Stranieri pagati per votare il candidato ad hoc”

Di Leonardo Nesti (Ansa)
Pubblicato il 6 marzo 2014 10:01 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2014 10:05
Primarie Pd Modena e Reggio: "Stranieri pagati per votare il candidato ad hoc"

Primarie Pd Modena e Reggio: “Stranieri pagati per votare il candidato ad hoc”

BOLOGNA – Stranieri accompagnati in gruppo ai seggi e pagati per votare, pranzi offerti per ottenerne il voto. E l’inevitabile coda di polemiche che arrivano a mettere in dubbio il risultato delle primarie. Le spine per il Pd, arrivano da due dei suoi fiori all’occhiello, Modena e Reggio Emilia, due delle federazioni più forti, ricche e organizzate. A Reggio, dove si sceglieva il successore di Graziano Delrio, indaga anche la procura.

Ma politicamente gli effetti saranno minori: ad essere accusato è infatti lo sconfitto, Franco Corradini, che ha perso sia le primarie sia le deleghe di giunta, revocategli dal vicesindaco Ugo Ferrari. Il vincitore delle primarie di coalizione, Luca Vecchi, ha prevalso con una maggioranza larghissima (66%) e senza ombre.

Diverso il discorso di Modena, dove i candidati erano tre, tutti del Pd e dove sul banco degli imputati della commissione di garanzia del partito è finito Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale, che ha vinto le primarie con una percentuale inferiore al 50%, prevalendo di circa 700 voti su Francesca Maletti.

La Maletti ha presentato un ricorso nel quale denuncia “gravi irregolarità” che si sarebebro svolte al seggio numero 2, quello dove erano stati convogliati tutti i cittadini stranieri. Secondo lei i sostenitori di Muzzarelli avrebbero “finanziato sistematicamente il voto dei cittadini extracomunitari munendoli della somma occorrente per votare”.

Circostanze che sarebbero confermate da esponenti dell’associazione New Birth Christian Center e dell’associazione dei lavoratori filippini, ai quali, nelle domeniche precedenti, sarebbero stati offerti anche dei pranzi per ottenerne il voto. La seconda classificata chiede di togliere al suo sfidante tutti i voti del seggio numero 2, senza i quali finirebbe per prevalere di alcune decine di voti.

Ma il segretario del Pd modenese, Lucia Bursi, ha chiuso la questione, dicendo che il vincitore è inequivocabilmente Muzzarelli e che, al seggio contestato, non sono state riscontrate irregolarità. Muzzarelli ha replicato con un “controesposto”, chiedendo alla commissione di garanzia un’analisi congiunta.

La questione è comunque destinata a finire sul tavolo del Pd nazionale, dove un posto di primo piano lo occupa (e lo occuperà ancora di più dopo la riorganizzazione della segreteria) il modenese Stefano Bonaccini, coordinatore della campagna di Renzi alle primarie, che prima di entrare in segreteria nazionale era accreditato come il candidato naturale alla poltrona di primo cittadino di Modena.