Primarie Pd Roma, “rom ai seggi”: Cristiana Alicata si dimette

Pubblicato il 10 aprile 2013 9:04 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2013 9:48
Primarie Pd Roma, "rom ai seggi": Cristiana Alicata si dimette

Cristiana Alicata

ROMA – Alle primarie del centrosinistra a Roma aveva denunciato “voti comprati” e “file di rom”; per questo la comunità di via Candoni ha annunciato querele e ora Cristiana Alicata, dirigente renziana del Pd Lazio, si è dimessa. Ad annunciarlo è stata lei stessa sul suo blog.

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Alicata definisce ”infamanti” le accuse di ”razzismo e istigazione all’odio razziale” che le sono state mosse dalle comunità rom della Capitale (che l’ha denunciata per ingiuria) e annuncia che si difenderà ”con serenità nelle sedi opportune anche querelando singolarmente alcune persone”.

Nel post intitolato ”Molto sinteticamente”, Alicata elenca le decisioni prese dopo quanto accaduto domenica.

Al punto numero uno scrive: ”Mi dimetto da ogni carica che ricopro nel Pd (e la mia tessera è a disposizione del segretario Bersani)”. A seguire: ”L’accusa di razzismo e di istigazione all’odio razziale è infamante e mi difenderò con serenità nelle sedi opportune anche querelando singolarmente alcune persone”.

”Il risultato delle primarie di Roma è stato probabilmente ‘salvato’ dal fatto che in molti hanno denunciato non ‘stranieri che votavano’ ma ‘numeri anomali’ che riguardavano stranieri come altre categorie – si difende la dirigente regionale del Pd -. Così come molti per giorni denunciavano lo sperpero di denaro in manifesti abusivi, spesso attaccati da migranti, probabilmente in nero. Chi vuole vedere razzismo nella statistica preferisce colpire le cose che non si vogliono sentire piuttosto che domandarsi cosa accade spesso durante le primarie o durante le elezioni. Anche questo verrà circostanziato nelle sedi opportune”.

Quando Veltroni parlò di cinesi al voto a Napoli – continua – nessuno gli diede del razzista. Domandatevi perché la parola rom vi fa così male. A me non lo fa, per questo la uso. E’ una parola bella, che racchiude la libertà di un popolo a cui dovremmo dedicare tempo e dedizione e non ipocrisia pelosa e interesse fittizio. Mi permetto di aggiungere che il tempo e la dedizione vanno messi nel costruire per la comunità rom una vera integrazione e non ‘condizioni migliori’ nei campi. La comunità che la politica ha il compito di costruire in questo Paese non si deve fondare sulla separazione dei corpi dagli occhi. Riflettiamoci. Tutti. Spero il linciaggio abbia lavato qualche coscienza. La mia è pulita”.

Concludendo il suo post, la Alicata augura a ”Ignazio Marino di vincere queste elezioni, Roma non si merita questo degrado culturale e mi auguro che Ignazio sappia costruire una città dove trovino cittadinanza tutti: una città dove la capacità di scegliere sia sempre più consapevole. Ne ha bisogno Roma, ne ha bisogno l’Italia”. Ed in chiusura una frase in lingua dei Sinti ”Mri famiglia ma dicheri rado”, che tradotto significa ”La mia famiglia mi vuole bene”.