Primarie di ‘Libero’ su dopo Berlusconi. Sospetto tarocco per Scopelliti e La Russa

Pubblicato il 5 Giugno 2011 9:27 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2011 9:28

MILANO – Fanno discutere le primarie on line lanciate da ‘Libero’ per scegliere il successore di Silvio Berlusconi nel 2013. Le preferenze hanno avuto un andamento tale che lo stesso quotidiano parla di ”voti sospetti”. Alle 17 di sabato erano arrivati più di 70 mila voti e oltre 400 commenti, alcuni critici sul metodo di sondaggio.

”Cerchiamo di esser seri e di non far ridere l’Italia intera. Come e’ possibile che alcuni personaggi che ieri manco esistevano tra i papabili adesso si trovano al secondo posto?” e’ uno dei post che chiede ”al direttore del giornale di vigilare sull’andamento del voto ed eventualmente di ritirare il sondaggio se permane questo stato di cose”. C’e’ chi chiede di cambiare il sistema ”per imperdire ai clan del ‘televoto organizzato’ di far vincere il candidato piu’ scarso, proprio come succede a Sanremo” e suggerisce di permettere un solo voto per indirizzo Ip.

Lo stesso Libero ammette di aver riscontrato delle anomalie. ”Di voti sospetti (per numero e frequenza) – e’ scritto sul sito – ne abbiamo registrati. Un po’ come per le scommesse calcistiche tristemente sotto i riflettori, anche le Primarie di Libero sono a rischio-tarocco.

E cosi’, in una notte, Ignazio La Russa e’ balzato dall’ultimo al terzo posto guadagnando almeno 5.000 voti. Un sostegno popolare invidiabile, non c’e’ che dire. Ultimo e piu’ clamoroso caso: Scopelliti. Il governatore della Calabria e’ il protagonista assoluto della terza giornata di campagna e nel giro di 8 ore ha conquistato 11 mila voti, procedendo in certi momenti a ‘pacchetti’ di 10 voti al secondo. C’e’ qualcosa che non va, evidentemente, e l’ex sindaco di Reggio non c’entra”.

”Possono cambiare i voti, gli equilibri, i vincitori: non cambia invece – prosegue Libero – il senso della nostra iniziativa e nemmeno della vostra risposta. Nel centrodestra c’e’ voglia di primarie, autentiche e trasparenti. E non c’e’ furbetto che tenga”..