Torino, primarie Pd: Fassino e Gariglio si sfidano su welfare e lavoro

Pubblicato il 11 Febbraio 2011 1:54 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2011 1:59

TORINO – Per Davide Gariglio il welfare offerto dal Comune di Torino è ”un grande risultato da difendere con le unghie e con i denti”, che può essere salvato adottando il ”modello Ikea”, ovvero: ”abbattimento dei costi facendo fare al cliente un pezzo del lavoro”. Per Piero Fassino si tratta di ”abbandonare il rigido welfare fordista che abbiamo conosciuto, per adottarne una forma più flessibile , tarata sulla famiglia”.

E’ un esempio del confronto avvenuto il 10 febbraio nel primo faccia a faccia fra i due principali candidati alle primarie di Torino, in programma il 27 febbraio. In un’affollata sala del Sermig, l’Arsenale della Pace di Ernesto Olivero, Fassino e Gariglio hanno risposto per oltre due ore alle domande orchestrate dai Popolari torinesi (area vicina allo sfidante Gariglio) organizzatrice dell’incontro.

L’appuntamento, fra il brusio e i ricorrenti applausi dei presenti, parecchi dei quali in piedi, si è sempre mantenuto all’insegna del fair-play. Fassino ha sottolineato ”la crisi economica che morde”, affermando che con i tagli imposti dal governo ”gli enti locali rischiano la paralisi”.

La ricetta per farcela, ha spiegato, consiste da un lato nel combattere contro i tagli dello stato e nel lottare per un ”federalismo vero”, dall’altro nel ”riorganizzare la macchina comunale”, stringendo ”un patto di collaborazione con le fondazioni bancarie”.

”Non penso si debbano chiedere regali per Torino – ha sostenuto Gariglio – ma vogliamo che lo Stato ci dia ciò ci spetta. Ci saranno tagli da fare? Spero di no, ma se dobbiamo tirare la cinghia dovremo farlo salvaguardando welfare e sviluppo economico”.

Sul problema Fiat, Fassino si è augurato che l’incontro fra governo e azienda ”non sia solo di maquillage, ma sia un confronto vero, di natura strategica”. ”Il problema – ha osservato – è che in Italia non c’è una politica industriale seria del governo”.

”Dobbiamo scatenare – ha affermato Gariglio – un’azione forte, chiedendo alla politica nazionale, oggi inesistente, di alzare le barricate. Sul fronte locale si deve agire con logica bipartisan, coordinando una linea per richiamare la proprietà alle proprie responsabilità”.