Primarie Torino: Sel lancia la sfida, il Pd cerca unità su Fassino

Pubblicato il 30 Novembre 2010 21:14 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 23:08

Piero Fassino

Il Sel lancia il guanto di sfida, annunciando un proprio candidato ”in grado di vincere” alle primarie del centro sinistra per il sindaco di Torino, e il Pd, per scacciare la ‘sindrome milanese’ cerca la difficile strada dell’unita’ interna, puntando a una convergenza sul nome di Piero Fassino. Il partito di Vendola, oggi nella riunione di segreteria nazionale a Roma, ha preso l’impegno a indicare – in una rosa di 3-4 persone – un nome entro una settimana. Intanto nel Pd c’è chi dice – o teme – che siano in corso contatti interni per persuadere gli eventuali candidati a lasciare campo libero a Fassino, anche per dare all’esterno un segno di forza del principale partito della coalizione.

L’ex segretario dei Ds, tra l’altro, deve ancora sciogliere la riserva e giovedi’ incontrerà quello che potrebbe essere il suo maggiore avversario interno, l’ex presidente del consiglio regionale del Piemonte, Davide Gariglio. Dopo colloqui con dirigenti locali, parlamentari eletti a Torino ed esponenti della societa’ civile, probabilmente Fassino annuncera’ quell’impegno che molti considerano gia’ sicuro, specie dopo il faccia a faccia con l’attuale sindaco Sergio Chiamparino. Uno di questi e’ l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. ”Indubbiamente – dice – la sua disponibilità è importante: è un candidato forte e autorevole in grado di aggregare forze dentro e fuori il partito”.

Resta corretto fare le primarie, fa osservare Damiano, ”ma mi auguro dopo un processo di semplificazione e certamente bisognerà confrontarsi con l’intera coalizione. La priorità è quella di assicurare continuità e allo stesso tempo innovazione a quanto è stato fatto di buono nell’amministrazione della città e centrare il miglior risultato elettorale possibile”. Restano molti i punti interrogativi e una volta avuta la risposta di Fassino, il Pd potrà avviare il confronto con i possibili alleati: dal terzetto Moderati-Idv-Sel l’alleanza si può allargare. Il Pdci, che fa parte della Federazione della Sinistra, chiede un incontro alla dirigenza locale del Pd, ma mette le mani avanti: ”mai con i finiani e l’Udc”.

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Il segretario dei comunisti, Vincenzo Chieppa, invita il Pd ”a smetterla con le faide interne e a ragionare su alleanze di centro sinistra omogenee per tutti i Comuni dove si andrà al voto”. Il centrodestra per il momento rimane alla finestra, spera di riabbracciare l’Udc e pensa a un candidato giovane, under 40, anche se starebbe lavorando anche per un colpo di scena, un nome di prestigio della società civile.