“Meschino, impara la lezione”. Assaggio primarie Vendola-Bersani

di Sergio Carli
Pubblicato il 6 Giugno 2011 16:39 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2011 18:55

Vendola e Bersani (Lapresse)

ROMA – Se mai si faranno le “primarie” del Pdl la questione sarà se saranno incredibilmente vere o assolutamente finte. Più finte di un finto pubblico arruolato per sorridere e far numero in uno studio televisivo sarebbero se Berlusconi partecipasse in prima persona: sai che gara e che suspence…E chi “correrebbe” nel Pdl in alternativa a Berlusconi, un “martire” che si immola per amor del premier, oltre a Sandro Bondi chi mai potrebbe essere. Finte alquanto sarebbero le primarie del Pdl se Berlusconi indicasse al suo partito chi votare: un “endorsement” che non ptrebbe essere rifiutato o smentito, non passasse il candidato di Berlusconi il Pdl verrebe smontato dal voto delle primarie. Che se invece fossero vere, con Berlusconi che si tiene fuori, fuori davvero, allora ci direbbero, non senza passione e fuochi di artificio “chi e cosa” è il Pdl.

Ma, se le primarie del Pdl rischiano di essere noiose per manifesto preconfezionamento, quelle dell’opposizione saranno, se e quando saranno, di sicuro “emozionanti”. Perché i concorrenti se le suoneranno di santa ragione, sarà una corsa con i sacchi con libertà e licenza di sgambetto. Basta guardare il “riscaldamento”. Bersani, segretario del Pd, si è permesso di dire in un’intervista che l’ooportunità e i modi di un’alleanza elettorale e, si suppone di relativo candidato premier, saranno valutati dal Pd prima delle elezioni e sulla base di quel che i diversi partiti vorranno proporre al paese e su cosa si impegneranno nel caso fossero investiti della responsabilità di governo. Nichi Vendola non ha gradito: “Sono dichiarazioni, parole pelose nei miei confronti, qualcosa di un po’ meschino e comunque invecchiato…I cosiddetti estremisti hanno mostrato capacità di apertura culturale che dovrebbe essere di lezione per gli apologeti del moderatismo…ci vuole più umiltà e mone spocchia”. Non solo quindi Vendola ha ricordato a Bersani che ha poco da scegliere quanto ad alleanze e che senza di lui e la Sel il Pd e Bersani non vanno da nessuna parte, non solo Vendola ha fatto a Bersani il conto dei voti, gli ha anche ricordato la “lezione”. E lo ha invitato con le brusche a prenderla questa “lezione”: degli “estremisti” non solo non si diffida, ma dagli “estremisti” si impara. Siamo solo alle interviste e hanno appena finito di vincere elezioni sia pur amministrative, figurarsi se e quando si affronteranno nelle “primarie”.