Primo Maggio a Rosarno. I sindacati chiedono un piano per il lavoro

Pubblicato il 1 Maggio 2010 - 10:42 OLTRE 6 MESI FA

I sindacati confederali scendono in piazza a Rosarno (Reggio Calabria) per celebrare il Primo Maggio. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha chiesto durante il corteo per le vie della città calabrese un piano straordinario per il lavoro.

Secondo Epifani nei prossimi anni si prospetta una ripresa «senza occupazione». Da qui la necessità di «politiche che sostengano lo sviluppo e la ripresa e soprattutto un Piano per il lavoro».

Epifani ha poi sottolineato che «Rosarno è una, ma in Italia ci sono tante Rosarno, non solo nel Mezzogiorno ma anche al nord. Rosarno è diventata una città simbolo del bisogno di lavoro e dei diritti di chi lavora, e del rapporto tra la criminalità organizzata e lo sfruttamento del lavoro».

Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha invece evidenziato l’importanza dell’immigrazione per il lavoro in Italia, proprio nella città che negli ultimi mesi si è distinta per la protesta dei clandestini sfruttati dai caporale: «Se dovessimo dividerci dai tanti amici immigrati, l’Italia si fermerebbe».

«L’Italia è più forte se riesce a far vivere l’integrazione come fatto positivo: una energia importante per uscire dalla crisi». Bonanni ha quindi ringraziato le forze di polizia «per aver assicurato alla giustizia alcuni mercanti di braccia: un forte esempio che chi trasgredisce la legge deve essere punito. Attraverso la solidarietà e la legalità, il lavoro per tutti non potrà che prosperare».

Il segretario generale della Cisl vorrebbe poi un bonus alle imprese per le assunzioni di giovani, donne e ultracinquantenni. Bonanni ha chiesto al Governo centrale, alle Regioni e ai Comuni uno «sforzo inusuale» sui temi dell’occupazione.

Il sindacalista, in particolare, ha chiesto che nei prossimi giorni si svolga una riunione con i presidenti delle Regioni per una verifica sulla situazione del Meridione. Andrà quindi fatta, per Bonanni, una verifica con il Governo centrale «per vedere il da farsi, come superare le lentezze burocratiche».

Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, incalza il governo chiedendo di «cominciare a fare sul serio le riforme»che devono riguardare il fisco e il costo eccessivo della politica. Il sindacalista ha sottolineato le «due anomalie» del nostro paese: l’elevata evasione fiscale ed il costo eccessivo della politica. «Da lì – ha detto – bisogna cominciare a fare le riforme. Bisogna spendere per il funzionamento della politica».