Procedura dʼinfrazione, il governo invia la lettera di risposta alla Ue

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2019 23:30 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019 0:07
Procedura dʼinfrazione

Procedura dʼinfrazione, il governo invia la lettera di risposta alla Ue

ROMA – Il governo tenta la carta dell’assestamento al bilancio per convincere l’Unione europea a bloccare la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo. Come anticipato dal premier Conte nel pomeriggio si è avviata la discussione nel Cdm, anche se non c’è stato alcun voto. La lettera agli Stati membri della Ue e ai vertici europei è stata inviata in serata. Con un messaggio politico con il quale il governo sottolinea come i giallo-verdi non hanno responsabilità per il passato e mettono sul piatto numeri diversi da quelli previsti dalla Commissione Ue. E’ necessaria “una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi”, si legge in un passaggio della lettera.

Il premier Conte domani sara’ al Consiglio europeo, ai suoi interlocutori oggi ha spiegato che la trattativa è complessiva e che riguarda anche la partita sulle nomine e la riforma del fondo Salva-Stati sulla quale l’esecutivo potrebbe porre il veto in futuro.

E’ necessario – la tesi del governo -“un dialogo aperto e costruttivo” per arrivare a nuove regole. Nella missiva sarebbe sottolineata l’intenzione di rispettare i parametri Ue ma non ci sarebbe un focus sulle prossime misure che l’esecutivo intende portare avanti ma la conferma che la strada è quella della riduzione fiscale.

La convinzione anche nel governo è che la partita con Bruxelles è ancora da giocare. Anche perché nella Lega e nel Movimento 5 stelle si ritiene come non sia previsto un innalzamento dello spread nel caso di un avvio della procedura dell’infrazione. “Non ci sarebbe alcuna reazione negativa dei mercati”, il ‘refrain’. L’obiettivo nella maggioranza comunque e’ quella di scongiurare un’ipotesi del genere. E allo stesso tempo di tenere duro sulle misure di bandiera. Con la Lega che spinge sulla flat tax. E’ toccato direttamente al ministro dell’Economia, Tria, informare il Cdm sul negoziato in corso e ribadire la necessita’ di tenere i conti in ordine. Una necessita’ del resto sposata anche dal premier e dal Colle. Salvini ha fatto sapere di non voler certamente sfasciare i conti ma allo stesso tempo rivendica la necessita’ di portare avanti il piano di riduzione fiscale e di non farsi dettare l’agenda dall’Unione europea.

A margine del Cdm c’è stato un incontro sul dl crescita, alla presenza dei ministri degli Affari regionali e del Sud, Lezzi e Stefani. Sul tavolo l’emendamento che dispone che “per il ciclo di programmazione 2021-2027 le amministrazioni regionali avranno in capo la titolarita’ e la gestione di tutte le risorse del fondo sviluppo e coesione”.

Il ministro per gli Affari regionali ha anche svolto un’informativa durante il Cdm sull’autonomia differenziata. Il dl crescita tornera’ in Commissione, la Lega parla di “modifiche tecniche”, di un accordo positivo. Ma il tentativo di portare il tema dell’autonomia nel prossimo Cdm e’ frenata dal Movimento 5 stelle. Servira’ prima un confronto sui nodi ancora da sciogliere, hanno fatto sapere fonti pentastellate.     

In serata il vertice sulla giustizia alla presenza del premier Conte, dei vicepremier e dei ministri Bonafede e Bongiorno: sul tavolo un pacchetto sulla riforma dell’ordinamento civile e penale e il tema del Csm. (fonte AGI)