Processo Mediaset, Berlusconi al pm: “Lei è quello cattivo”. Risponde il pm: “Si contenga con le battute”

Pubblicato il 11 Aprile 2011 17:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2011 18:44

Il pm Fabio De Pasquale (Foto Lapresse)

MILANO – ”Lei è quello cattivo”. Così Silvio Berlusconi al pm Fabio de Pasquale durante il processo Mediaset a Milano. Pronta la replica del magistrato che ha apostrofato il premier: ”Si contenga con le battute”.

Berlusconi a questo punto, come chi vuole sempre avere l’ultima parola, ha replicato: ”Si contenga lei con le accuse”. Il pm, che evidentemente la pensa come il premier, non si è stato zitto e a replicato ancora: ”Le accuse sono il mio mestiere, le battute no”. Berlusconi ha poi taciuto.

Del collegio il presidente del Consiglio ha invece una buona impressione. “Credo davvero che ci si possa attendere un giudizio sereno e obiettivo” spiega lasciando il tribunale. Nell’udienza pomeridiana i giudici hanno sfoltito la lista dei testimoni presentate dalle difese. In particolare, come aveva chiesto il pm Fabio De Pasquale, l’elenco dei testi citati dalla difesa Berlusconi è stato ridotto da 76 a 22. Il processo è ora aggiornato al 13 giugno prossimo.

Alla fine della prima parte dell’udienza, Berlusconi (che una volta messo piede fuori ha avuto anche un battibecco con il giornalista di Repubblica Giuseppe D’Avanzo da lui definito “signor Stalin”) è uscito dall’aula: “Ho passato una mattinata surreale” ha dichiarato. Per tutta la mattinata gli altoparlanti sistemati davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano, dove all’esterno si è tenuto un vero e proprio comizio del Pdl, diffondevano di tanto in tanto le note di “Meno male che Silvio c’è”.

Non solo sostenitori però per il premier. Un gruppo di contestatori capitanati dal blogger Piero Ricca, famoso per aver detto al premier “buffone”, si è riunito davanti all’ingresso principale del tribunale. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, basta leggi ad personam”. Il gruppo, costituito da alcune decine di persone, era però ben distante dai fan del Cavaliere. Una lettera firmata dal presidente del Tribunale Livia Pomodoro e dal suo vice Giuseppe Tarantola è stata inviata alle autorità competenti, oltre che al Guardasigilli e al Viminale, per protestare proprio contro la manifestazione organizzata dai supporter del premier. Nella lettera si definisce la protesta “fastidiosa” in quanto ha impedito il “regolare” svolgimento dell’attività giudiziaria.