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Prodi: “Non sto sull’uscio, sono del tutto fuori”

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Prodi: “Non sto sull’uscio, sono del tutto fuori”

ROMA – “In politica o si è dentro o si è fuori. Stare all’uscio non è mica bello: si da noia, si producono equivoci. Io ora sono completamente fuori”. Lo dice Romano Prodi. “Quando entrai nacque l’Ulivo che avevo in mente da sempre con il pullman per girare. C’era un’attesa popolare, una condivisione sul senso del riformismo. Quello era il vero collante”, spiega.

Quella di Giuliano Pisapia “non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso. Aveva studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa”, dice ancora Romano Prodi comparando la situazione dell’ex sindaco di Milano con quella avvenuta tra lui “e Fassino quando la colla non ha funzionato”. “Il processo va avanti. Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese. Pisapia ha esplorato e non ha trovato in se stesso o nel gruppo di riferimento motivazioni per andare avanti. E questo mi dispiace”, conclude.

D’altra parte, osserva Prodi sul palco di “Più libri più liberi”, “la stessa crisi c’è anche a destra”.  “Il problema – sostiene – è che bisognerebbe ricominciare da capo. Io a suo tempo non ho inventato un granché ma c’era un disegno preciso di mettere insieme forze e contenuti. Mi criticarono per il programma di 400 pagine, ma quello di 140 lettere non è molto più soddisfacente. Un programma politico può anche essere di sei volumi… Ma con una coalizione ampia si deve scrivere. E’ senso di realismo. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? Pensate non sappiano né leggere né scrivere?”, conclude.

 

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