Le proposte dei saggi: tagli di deputati, senatori e rimborsi

Pubblicato il 11 Aprile 2013 10:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2013 10:19
Le proposte dei saggi: tagli di deputati, senatori e rimborsi

Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

ROMA – Le ultime due riunioni sono previste per la mattina e il pomeriggio di giovedì 11 aprile. Poi, venerdì a mezzogiorno, i dieci “saggi” o “facilitatori” chiamati da Giorgio Napolitano alla vigilia di Pasqua consegneranno al presidente della Repubblica le loro valutazioni.

Due le bozze: una di non più di venti pagine contiene le proposte fatte dai costituzionalisti  (Valerio Onida, Luciano Violante, Mario Mauro e Gaetano Quagliariello) sulla riforma dello Stato e sulla legge elettorale. Una più corposa, circa 40 pagine, è stata stilata dagli analisti economici (Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Enzo Moavero Milanesi, Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti) su welfare, Unione europea e uscita dalla crisi. Non tutti i punti hanno avuto l’unanimità: in questi casi la divergenza è stata segnalata proprio per volere di Napolitano.

Riforma del Parlamento: deputati ridotti da 630 a 470, senatori da 315 a 120. La fiducia al governo verrà chiesta solo alla Camera mentre il Senato non sarà più eletto a suffragio universale ma in modo indiretto dalle assemblee regionali.

Taglio dei costi della politica: rimborsi elettorali ridotti del 30%- Niente indennità parlamentare per i senatori delle regioni, visto che il loro stipendio è già alto.

Legge elettorale: la bozza non prevede un testo perché quello, secondo i saggi, “è compito dei gruppi parlamentari”. I facilitatori raccomandano solo alcuni criteri: governabilità (con una soglia per il premio di maggioranza) e rispetto della volontà dell’elettore (con le preferenze o i collegi uninominali).

Convenzione: è la strada per modificare la Costituzione. I saggi propongono che i maggiori partiti avanzino un ordine del giorno che poi dev’essere approvato dal Parlamento. A questo punto la Convenzione potrebbe mettersi al lavoro. Elaborato il testo della riforma il via libero definitivo dovrebbe arrivare dal Parlamento, e non dalla Convenzione.