Protezione Civile, meno poteri: e i soldi arrivano dal gioco d’azzardo

Pubblicato il 11 luglio 2012 18:00 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2012 18:08
protezione civile napolitano

Foto Lapresse

ROMA – Terremoti, alluvioni, maremoti: se ne occuperanno Comuni e Regioni, non più la Protezione Civile. E i soldi per il fondo delle emergenze arriveranno dal gioco d’azzardo, non dalla benzina.

Il Senato ha approvato, in via definitiva, il decreto che riforma la Protezione Civile. Gli unici a votare contro sono stati quelli della Lega. Adesso la Protezione Civile torna alla sua versione originaria: potrà cioè intervenire solo in casi di estrema urgenza.

Il provvedimento restituisce la gestione della fase successiva al verificarsi di gravi catastrofi naturali alle autonomie locali. Inoltre la Protezione Civile dovrà essere dotata di un fondo stabile che servirà a gestire le emergenze: il fondo nazionale per la Protezione Civile sarà alimentato anche attraverso il reintegro del Fondo di riserva per le spese impreviste.

Il Senato ha approvato un emendamento di Emanuela Baio (Api-Terzo Polo) trasformato in ordine del giorno: in sostanza, la proposta prevedeva di reperire una parte dei fondi aumentando la tassazione sul gioco d’azzardo. Il decreto iniziale prevedeva invece l’aumento delle accise sulla benzina.

Il Governo si è inoltre impegnato a introdurre tale previsione nel decreto relativo al Corpo dei vigili del fuoco o in quello sugli interventi per la spending review ancora all’esame delle Camere.

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