Province, escono abolite, tornano “Province Regionali”

Pubblicato il 9 Settembre 2011 10:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2011 14:19

ROMA – Sbattute fuori dalla porta in Consiglio dei Ministri, le Province ritornano dalla finestra della fantasia costituzionale, nello stesso testo approvato ieri. Abolite nella loro qualità di ente locale statale, sarà possibile reintrodurle sotto forma di associazioni tra Comuni con tanto di rappresentanza elettorale e organismi di governo. Roberto Calderoli, maestro di neologismi, le chiama “Province regionali”. Non si capisce bene cosa voglia dire: si capisce benissimo che la Lega non intende rinunciare al pezzo di potere che rappresentano. Si capisce ancora meglio che potenzialmente saranno fonte di costi addirittura superiori a quelli attuali aumentando il tasso di burocrazia che si intendeva ridurre. Un capolavoro per un Ministro della Semplificazione.

Il disegno di legge costituzionale ha come primo obiettivo quello di eliminare il riferimento ente Provincia dalla Carta Costituzionale. Un iter lunghissimo. Per Di Pietro tra vent’anni sarà ancora al punto di partenza. Non ha tutti i torti. Basta considerare il sogno mai realizzato delle città metropolitane: è dal 1998 che sono in Costituzione, ma la definizione è rimasta troppo vaga: dovrebbero comprendere le grandi città e i Comuni connessi per “affinità”. Elettive, etniche, di fede calcistica?

Per ora il testo licenziato dal Consiglio dei Ministri riscuote la furiosa opposizione degli amministratori degli enti provinciali morituri. L’obiezione dei presidenti di provincia, “è una preoccupazione demagogica”, è scontata ma ha qualche fondamento. Si offre all’elettorato che lo reclama un capro espiatorio che si sacrifica nominalmente (via dalla Costituzione), per sostituirlo con una nuova forma associativa intermedia, un cuscinetto politico tra Comuni e Regioni. E il saldo del numero delle poltrone, quello sì, resta invariato. Non che in Consiglio dei Ministri qualcuno non se ne sia reso conto. Il ministro Galan lo ha detto apertamente, ma si sa l’ex governatore del Veneto ha un conto in sospeso con la Lega.

Tornando al concetto di “Provincia Regionale”, questa non sarebbe altro che un Supercomune, interfaccia amministrativa di una non meglio precisata “area vasta”, cui verrebbero assegnate tutte o alcune delle funzioni che oggi spettano alla Provincia. “Tenendo conto dei connotati particolari” di ciascun territorio. “Ci si sveglia la mattina e si propone la modifica della Costituzione. Mi pare ci siano approssimazioni e improvvisazioni”: il mittente del messaggio è il Presidente della Repubblica. Destinatari quei “geometri” della costituzione che si spacciano per architetti.