Puglia, barzelletta scuole. Emiliano le riapre ma invita i genitori a non mandare i figli

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 9 Novembre 2020 12:51 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2020 12:55
Puglia, barzelletta scuole e Dpcm. Emiliano le riapre ma invita i genitori a non mandare i figli

Puglia, barzelletta scuole. Emiliano le riapre ma invita i genitori a non mandare i figli (Michele Emiliano in una foto d’archivio Ansa)

Regione Puglia, Emiliano riapre le scuole ma lancia un appello ai genitori: “Non mandate i vostri figli”.

Benvenuti in Puglia, dove il governatore Emiliano riapre le scuole ma invita i genitori a non mandarci i figli. Come, scusi? Sì, proprio così. Emiliano “costretto” a riaprire le scuole (dal governo, dal Tar, dai genitori) invita al boicottaggio. Boicottaggio di una misura che lui ha preso ma che non condivide. Il rappresentante della legge su quel territorio che invita i suoi cittadini a disobbedire…alla legge.

Succede anche questo nell’Italia dei Dpcm e dell’autonomia regionale. Con buona pace di Mattarella e i suoi ripetuti inviti all’unità nazionale in un momento così delicato e drammatico. Perché, se governo centrale e governo locale vanno in conflitto, è più facile sconfessare il rivale piuttosto che accettare la decisione e lavorare per la tanto celebrata (a chiacchiere) unità nazionale.

La vicenda delle scuole chiuse e poi riaperte in Puglia

Riassunto delle puntate precedenti. La Regione Puglia sospende l’attività in presenze nelle scuole prima che il governo vari il nuovo Dpcm. Poi il governo inserisce la Puglia tra le regioni della zona arancione. Quindi la didattica in presenza è garantita fino alla prima media (inclusa). Dunque, Emiliano dovrebbe riaprire le scuole che aveva preventivamente chiuso. Allora Emiliano fa una nuova ordinanza: scuole ancora chiuse.

Ma il Tar ribalta tutto: le scuole devono riaprire. A quel punto Emiliano cede. Anzi, no: il governatore fa una nuova ordinanza per così dire “barzotta”. A scuola si può andare ma devono essere i genitori a decidere se mandare o no i figli. Cioè Emiliano delega la decisione ai genitori, a coloro che dovrebbero semplicemente sapere che regola dover rispettare. Il popolo, cioè gli elettori che hanno (ri) mandato Emiliano al governo, si trasformano in decisori.

Così il governatore può decidere di non decidere. Avrebbe potuto comunque scegliere di far prevalere il diritto alla salute rispetto al diritto allo studio. Discutibile o no, sarebbe stata almeno una presa di posizione. Che è poi quello che si chiede ai governanti, prendere delle decisioni. Altrimenti, tanto vale usare il televoto: hai visto mai che in nomination stavolta ci vada il ministro Azzolina…

L’appello di Emiliano ai genitori: “Non mandate i figli a scuola”

“Faccio mio l’appello dei pediatri: evitate di mandare i bambini a scuola in presenza, questo è più sicuro sia per i bambini che per la salute pubblica. Scegliete, se possibile, la Dad, e da casa, sia pure con tutti i limiti. Cercate di fare il possibile, fino a quando i dati epidemiologici non scenderanno”. E’ l’appello rivolto alle famiglie dal presidente della Regione Puglia, nel giorno in cui gli istituti pugliesi – elementari e medie – devono riaprire.

Per effetto della decisione di venerdì scorso del Tar della Puglia ha sospeso l’ordinanza della Regione che aveva disposto la dad in tutte le scuole a partire dalle elementari. Dopo la decisione del Tar, il presidente della Regione ha emesso una nuova ordinanza che dispone la possibilità per le famiglie di scegliere se avvalersi della didattica in presenza o di quella digitale. E oggi, in una intervista al Tg Norba, il governatore pugliese ha ribadito l’invito a preferire la didattica a distanza.

“Noi dobbiamo tenere bassi i contagi. E’ quello che dicono i medici, ed è quello che dice lo stesso governo nel momento in cui manda a casa tutti gli studenti delle superiori”, perchè lo stesso governo “ritiene la didattica in presenza pericolosa, quindi ha deciso di tenere a casa quegli studenti più grandi che possono fare un po’ meglio la didattica a distanza”.

“La dad non è perfetta però è uno di quegli strumenti previsti dal governo e dal ministro Azzolina per il piano anti-covid. Quindi la mia ordinanza che sono stato costretto ad adottare perché il Tar ha sospeso la mia decisione di tenere completamente bloccata la didattica in presenza, non fa altro che applicare le stesse regole che la ministra Azzolina ha dato alla scuola”.

“La mia ordinanza dice solo questo: realizzate ovunque, anche dove non ci siete ancora riusciti, la didattica a distanza. Cercate di farla bene, potrebbe essere utile non solo in questo momento di terribile picco. Ma consideriamo anche che, oltre al fatto che ci sono in questo momento moltissimi bambini positivi al Covid, ci sono migliaia di altri bambini in quarantena che non possono andare a scuola.

“Se la Dad non funziona bene, è il diritto allo studio di quelli che sono in quarantena a non essere garantito. Quindi la Dad va realizzata, fare questa polemica significa polemizzare contro una scelta legittima che la stessa scuola ha fatto.

M5s contro Emiliano: “E i soldi del piano scuola?”

“Il presidente della Puglia Emiliano cita De Gregori dicendo che sta dalla parte dei cittadini e delle famiglie, ma mette le scuole nel caos disapplicando l’ultimo DPCM e invadendo il campo delle autonomie scolastiche. Invece di invitarli a non mandare i bambini a scuola, a fronte di 417 studenti risultati positivi su una popolazione studentesca di 562 mila (dati forniti dalla stessa regione Puglia aggiornati al 29 ottobre), dovrebbe dire ai suoi concittadini cos’ha fatto per realizzare il cosiddetto “Piano Scuola” quest’estate, ossia tutte quelle misure propedeutiche alla riapertura concordate in conferenza stato-regioni. A fronte di 510 i milioni di euro stanziati dal governo per le scuole pugliesi, qual è stato il suo impegno?”.Così in una nota gli esponenti MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.

“I dati sono impietosi: in Puglia, ad oggi è stato speso solo il 61,94% delle risorse assegnate rispetto al totale, mentre solo il 42% degli enti locali pugliesi ha attivato ad oggi contratti per garantire il distanziamento imposto dall’emergenza Covid”.

“Forse quest’estate Emiliano era troppo impegnato per campagna elettorale per pensare al Piano Scuola? L’inerzia e la mancata programmazione ricadono oggi sulla popolazione studentesca pugliese, messa davanti alla scelta tra didattica in presenza o a distanza da un presidente che se ne lava le mani invitando a scegliere la Dad ma ributtando la palla sulle scuole della sua regione. Un caos tremendo, che perdurerà in attesa della giustizia amministrativa e che si può evitare semplicemente applicando il Dpcm del 3 novembre 2020.

Nel frattempo almeno spieghi ai suoi concittadini come e perché i loro figli non hanno gli stessi diritti degli altri sul suolo italiano. Quanto avviene in Puglia è la cartina al tornasole di un’Italia in balia di un regionalismo velleitario, un modello che l’emergenza ha dimostrato quanto sia necessario superare al più presto”. (Fonte Ansa