Quando l’opposizione “salva” la maggioranza con assenze e sms sbagliati

Pubblicato il 2 Maggio 2011 12:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2011 12:12

ROMA – L’opposizione giovedì scorso ha perso un’occasione per fare andare sotto la maggioranza. La materia è quello dei conti pubblici e sembra che le manovre parlamentari di giovedì scorso sul Documento di economia e finanza siano andate più o meno così, come racconta Paola Zanca sul Fatto quotidiano.

Il Partito democratico avrebbe mandato ai deputati sms sbagliati e di fatto alcuni sono rimasti a casa: per venti voti quindi il governo è stato aiutato. I livelli d’importanza dei messaggi di testo sarebbero tre: “Uno, “presenza obbligatoria”: se manchi non è una tragedia. Due, “presenza obbligatoria senza eccezioni”: solo i leader possono mantenere gli impegni presi. Tre, “presenza senza eccezione alcuna”: nemmeno Bersani, per intenderci, può sgarrare. Quell’sms è l’evoluzione tecnologica di un avviso che un tempo finiva a pagina 2 de l’Unità”, scrive il Fatto.

Il risultato quindi è che mancavano diciassette democratici su 206, nove Udc su 39, due Idv, compreso Di Pietro, su 22, e cinque finiani su ventinove compreso Bocchino.

Il leader dell’Italia dei Valori era assente al voto sul Def: “Era un voto come tanti altri, l’occasione sulla quale far cadere il governo è un’altra: sarà mercoledì quando si dovrà votare la mozione della pace proposta dall’Idv per la Libia”.

Poi il Fatto fa notare: “Chi non la appoggerà, ecco il riferimento dell’Udc, farà ‘da stampella’ al governo, da ‘ciambella di salvataggio’ alla maggioranza. Se la rottura tra Lega e Pdl dovesse consumarsi definitivamente martedì, infatti, sarebbero le mozioni di Pd e Terzo Polo a tenere in piedi la linea dei bombardamenti sostenuta anche dal governo. “Noi facciamo da stampella al Paese in un momento di difficoltà”.