Quando se ne va Fini? Per ora niente dimissioni, Fli si spacca

Pubblicato il 14 Settembre 2011 13:52 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2011 14:06

Gianfranco Fini (Lapresse)

ROMA – Gianfranco Fini “dovrà lasciare” la presidenza della Camera, anzi no o forse. Da mesi è come un leit motiv che si sente bisbigliare, c’è chi vuole il suo addio da tempo e non sono solo i nemici. Ora, dopo il periodo infuocato da duellante con Silvio Berlusconi, sono i suoi a fischiarlo apertamente: dalla platea di Mirabello ai social network dove scrivono “Democristiani mai”, caricando sulla troppa vicinanza ai centristi dell’Udc.

Capofila è stato il falco Fabio Granata che ha lasciato al settimanale “A” il suo sfogo: “Le dimissioni di Fini accelererebbero la caduta di Berlusconi”. Salvo poi fare retromarcia e dire che “non può dimettersi adesso, sono giorni difficili per il Paese”.

Il problema è che quella che era una galassia di fedelissimi attorno a Fini, adesso si sta sempre più assottigliando e la delusione comincia a crescere soprattutto tra coloro che in Fli ci militano con convinzione.

Stando a quanto dice la futurista Angela Napoli manca chiarezza “sulla linea politica. Non basta dire che questa è una manovra iniqua, dobbiamo trovare anche il modo di essere più incisivi con proposte e iniziative”.  E ancora: “Ci sentiamo appiattiti all’interno del Terzo Polo”.

Fini probabilmente, ricorda Angela Napoli, “non si è accorto” di come stanno le cose e soprattutto dei militanti sfiduciati. Forse però è solo questione di tempo e lo ha lasciato intendere anche Granata che, nonostante la retromarcia ha detto anche che  “è fuor di dubbio che, superata la fase dell’emergenza, si ponga il problema della posizione di Fini. È chiaro che deve rafforzare la sua immagine di politico di riferimento che, per primo, ha capito la deriva a cui andava incontro il Pdl”.