Quirinale, chi vota chi? Renziani scheda bianca, Vendola per Rodotà, Lega Marini

Pubblicato il 18 Aprile 2013 12:18 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2013 12:18

ROMA – Quirinale, chi vota chi? I fronti non sono affatto compatti, i partiti attraversati da gruppi di silenziosi “franchi tiratori”. Alcuni Pd voteranno scheda bianca, altri Rodotà, insomma non sono tutti con Bersani per Franco Marini. Vendola ha già detto chiaramente che voterà insieme al M5S per Rodotà, la Lega si schiera col Pdl e vota Marini. Ecco la situazione:

Centro sinistra e Partito Democratico. Rischia di essere la formazione a pagare il prezzo più alto alla strategia del segretario per eleggere il Presidente e aprirsi la strada verso Palazzo Chigi. L’opzione Marini pregiudica l’alleanza con Sel e infatti Vendola ha già annunciato che i suoi 45 voti andranno a Rodotà. Contrari nel partito sono i 51 riferibili a Renzi (ma l’ultima voce suggerisce scheda bianca), tre prodiani, una decina di veltroniani, qualcuno di Pippo Civati, un pezzo dei “giovani turchi”, poi in ordine sparso diranno no Serracchiani, Madia, Tocci, Verini, Ignazio Marino, Crocetta grande elettore della Sicilia, forse Matteo Orfini. Il quadro più chiaro arriva dalla consultazione di mercoledì sera che ha formalizzato la decisione del Pd: 222 sì, 90 no, 21 astenuti e 102 assenti. E’ in questo gruppo di cento che potrebbero nascondersi i “franchi tiratori”. I malpancisti non anonimi sparano a viso aperto.

Centro destra. Il Pdl vota compatto Marini. Proprio per questa ragione qui potrebbero concentrarsi franchi tiratori che, però, sembrerebbero non avere giustificazioni politiche o di altro genere. Una decina di franchi tiratori su 230 sono messi in conto, dalla parte di Fratelli d’Italia sono scettici ma anche pochini. La novità è che la Lega si è allineata al partner, voterà subito Marini e non il proprio candidato Del Lago, a parte Bossi che contro Maroni conduce una battaglia personale.

MoVimento 5 Stelle. Defilatisi Gabanelli e Gino Strada, Beppe Grillo punta su Stefano Rodotà. E’ il nome che serviva a stanare il Pd che infatti ha subito il colpo. Ma, se i 5 Stelle volevano ottenere l’accordo hanno tirato troppo la corda. O almeno fuori tempo massimo. I 162 voti dei 5 Stelle sono in banca per le prime votazioni. Ma chissà se poi, quando magari servirà solo una maggioranza semplice, anche il MoVimento si sveglierà infiltrato da una pattuglia di cecchini favorevoli a un accordo con la sinistra.

Scelta Civica. La linea c’è, i 71 montiani sanno cosa devono fare. Qualcuno, come Andrea Romano, voterebbe Marini ma Valeria. Gli altri sembrano disciplinati ma potrebbero riservare delle sorprese anonime.