Quirinale. In ginocchio da Napolitano per il bis. “Voglio garanzie”

Pubblicato il 20 Aprile 2013 13:21 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2013 13:42
Quirinale. In ginocchio da Napolitano per il bis. "Voglio garanzie"

Giorgio Napolitano

ROMA – Quirinale. In ginocchio da Napolitano il bis. “Voglio garanzie”. Il Napolitano bis è l’unica ‘ipotesi concreta sul tavolo, dopo che il nome di Anna Maria Cancellieri era circolato con insistenza nella mattinata, ma il Presidente della Repubblica pone delle condizioni. Alle 15, nell’imminenza della seduta pomeridiana per la sesta votazione scioglierà la riserva (nota ufficiale dal Colle). Dopo l’implosione di un Pd senza leadership, è l’unico scoglio cui aggrapparsi. Anche se scegliere Napolitano significa non scegliere,  la certificazione della paralisi decisionale nel partito, la delega a disegnare i futuri assetti governativi.

Renzi ha già detto che il Napolitano-bis è un fatto molto positivo. Vendola invece prega il Capo dello Stato  di non accettare: vede le larghe intese all’orizzonte,  l’inciucio. Berlusconi con Alfano e Bersani e poi Monti sono andati a trovarlo. Sfidano la sua contrarietà più volte palesata: Napolitano, classe ’25, fra sette anni ne avrà 95. A chiedere la sua disponibilità si sono avvicendati presidenti di Regione Pd, c’è andata una delegazione della Lega.

Ma anche se l’età conta, come ammise lo stesso Napolitano, il vero ostacolo sono le garanzie. Napolitano vuole garanzie di non subire la stessa umiliazione inflitta a Marini e a Prodi. In questo senso, è chiaro che i franchi tiratori tengono in nullo conto anzianità e curriculum dei candidati. Potrebbe, in extrema ratio, superare anche il problema dell’unanimità mancata (no di Grillo e Vendola) ma Napolitano vuole garanzie vere sul prossimo governo, vuole vincolare le forze politiche a un accordo politico.

Secondo l’Ansa, Napolitano per accettare un secondo mandato, esige che l’accordo tra le forze politiche non sia limitato al solo suo nome ma sia legato a doppio filo ad una intesa sul prossimo governo. Un’intesa definita in via preliminare. Fonti del Pd in particolare spiegano che il presidente non può in alcun caso essere messo nella situazione di dover riaprire consultazioni al buio con il rischio di sentirsi riproporre i veti di poche settimane fa.

Fonti del centrodestra invece sottolineano come la difficoltà principale sia proprio la spaccatura del Pd e le conseguenti incognite nel segreto dell’urna. Fonti centriste riferiscono che Napolitano sarebbe ancora “molto incerto” e che Mario Monti cercherà di convincerlo ma confidano che, ove vi fosse un’intesa, si potrebbe chiudere già oggi la partita con il voto del pomeriggio per iniziare a lavorare da lunedì a quella del Governo.